Mondo Marcio: "I miei primi 10 anni di musica"

Dopo il successo dell'ultimo disco "Cose dell'altro mondo" il rapper milanese festeggia i 10 anni dall'uscita del suo primo album con un repack che ripercorre la sua carriera

Mondo Marcio

Matteo Politanò

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Tutto era iniziato nel 2003 con la vittoria nel Tecniche Perfette, la gara che mette di fronte i migliori freestyler nazionali. Da quel giorno la carriera di Mondo Marcio è stata un crescendo con l'uscita del disco omonimo "Mondo Marcio" che ha fatto capire alle major dell'epoca come il futuro discografico italiano potesse nuovamente passare dal rap. Dopo dieci anni Mondo di dischi ne ha fatti sei e l'ultimo in ordine di tempo "Cose dell'altro mondo", ha regalato ai fan singoli come "Senza Cuore" (vincitore dell'Mtv Hip Hop Award come video dell'anno), "Troppo Lontano" e lo street single "Fight Rap". Per festeggiare i dieci anni di carriera l'artista milanese, al secolo Gian Marco Marcello, presenta ora il repack "Cose dell'altro mondo special edition", un doppio cd che contiene anche la copia fisica del suo primo lavoro, quel "Mondo Marcio" che nel 2004 diede inizio a tutto. 

10 anni di carriera, tirando le somme sei soddisfatto?

Tirare le somme è un'espressione che in realtà un po' mi spaventa. Non considero questi dieci anni un punto d’ arrivo, la chiave di tutto è sempre mettersi in gioco e cercare di fare un passo in più. La scelta di fare uscire un repack è più che altro una dedica per chi c'è sempre stato, una consacrazione mia e di chi ha recepito e sostenuto Mondo Marcio dal giorno uno.  E’ la celebrazione di un messaggio.

Sei stato tra i primi artisti del rap italiano ad avere una vera e propria esplosione di seguito, ti ricordi come era nato tutto il tuo successo?

Credo che “Solo un uomo” nel 2006/2007 abbia lanciato un filone che dura ancora adesso. Il rapper che si staccava dal mondo delle posse e provava qualcosa di diverso. Ero uscito con una major, è stato forse quello l'anello di svolta che poi ha permesso ad artisti come Fibra e i Club Dogo di continuare a rendere credibile questo genere di fronte alle etichette facendo grossi numeri. I ricordi sono legati all'impegno che ho messo nelle canzoni, ero molto giovane quando ho scritto “Mondo Marcio”. Ci tenevo a raccontare una storia, la mia storia. Tanti ragazzi si sono immedesimati e con il mio pubblico ho condiviso paure e ambizioni.  

Adesso capita sempre più spesso di vedere il rap in classifica come valuti questo periodo musicale?

Fa strano vedere proposti dei fenomeni che magari un mese dopo vengono rimpiazzati e spariscono. E' una cosa che riguarda tutti i generi, non solo l'hip hop. Una cultura che si rispetti non è fatta di fenomeni. Al di là di queste riflessioni è un bel momento, sono stimolato ad andare avanti. La volontà è quella di radicare questo genere nel paese. Fare dei dischi che rimangano nel tempo utilizzando un linguaggio ormai universale, veicolo per storie di vita che possono toccare tutti. I ragazzi più giovani si relazionano più con i miei testi che con il pop, un genere che ormai non dice più niente. Una canzone può essere anche bella ma allo stesso tempo mancare completamente di messaggio ed emozioni.

Tu come vivi la distinzione tra ciò che riguarda l’hip hop e invece il filone nato dal rap?

Volevo fare musica per farla arrivare, chi ha milioni di ascoltatori è perché comunque è riuscito a fare bene il suo lavoro. Allo stesso tempo mi viene in mente la teoria di Andy Whorol, quando diceva che “tutti avranno il loro momento di celebrità per 15 minuti”.

Come è cambiato il tuo approccio verso i video?

Viviamo in un periodo dove il pubblico è sempre attaccato allo schermo. I video sono importanti tanto quanto la musica che fai, io ci metto praticamente la stessa attenzione che nel fare musica. Generalmente l'idea del video è mia, in "Troppo lontano" è stata mia la scelta di andare a Los Angeles, così come le sceneggiature di "Fight rap" e "Senza cuore". Fare un video è come fare una canzone e deve arrivare il messaggio nello stesso modo, il concetto di fondo per me è alla base. La missione di ogni artista è influenzare la cultura dove viviamo e in Italia imperano ancora ignoranza e mentalità bigotte, siamo un popolo ancora troppo chiuso nelle sue credenze con il Vaticano che mantiene una forte influenza. Gli artisti devono smuovere questa cosa, i politici hanno perso credibilità, gli opinionisti sono diventati tronisti. Ci tengo al messaggio dei miei pezzi. Negli ultimi anni è nata più consapevolezza del music business, viene tutto più riconosciuto. Anche i producer prima erano visti unicamente come tecnici dietro le macchine e ora invece hanno un seguito a loro volta, quasi alla pari dei rappers. 

 

Sei stato tra i primi anche a lanciare una tua etichetta, come valuti il discorso delle label indipendenti?

Bisogna fare una distinzione: l'idea che sta dietro alla Mondo Records è quella di cercare giovani talenti dando loro la possibilità di farsi sentire. Molte delle label che sono nate in realtà sono più dei management, io ho voglia ancora di scoprire nuovi artisti su cui puntare come ad esempio Noise.

Ci sono delle scelte che rimpiangi nel passato?

Col senno di poi si fa sempre meglio dopo. Io ho fatto tante cose e sicuramente gestendole adesso le farei in un altro modo ma questo non vuol dire che le farei necessariamente meglio. Rifarei tutto quello che ho fatto perchè ogni scelta mi ha aiutato ad essere più forte. Ora ho costruito la mia struttura e il mio progetto, le cose vanno bene. E' stato il mio percorso che mi ha fatto arrivare fino a qui e per l'obiettivo finale sono stati importanti anche gli errori. 

Nel repack proponi anche le copie di Mondo Marcio, il tuo primo lavoro che non era disponibile da un po'. Che ricordi hai del periodo in cui hai scritto quei testi?

Era un periodo molto scuro e difficile, stavo in un posto molto scuro e cercavo di sfogarmi con la musica. Adesso ho ancora tante cose che non mi vanno giù come all'epoca ma ai tempi ero in conflitto con me stesso, non avevo sicurezza, non sapevo che percorso seguire. Quando risento quell'album mi trovo di fronte ad un altro Mondo Marcio. Era giusto che lo scrivessi, è stato un momento molto definito della mia vita. 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sarò su e giù per l'Italia con il "Tour dell'altro mondo", finita l'estate sarà un anno che sono in giro a cantare. Presenterò il repack negli Instore e incontrerò i fan facendo anche date dedicate a questa "special edition". Infine ho tanti progetti ambiziosi, soprattutto uno che spero di poter annunciare entro l'inverno...

Prossime date: 

27 giugno - Casa del disco - Varese 
28 giugno - Feltrinelli Verona 
12 luglio a Carpi - Modena 
20 luglio - dj set al Caffé degli artisti - Anzano del parco, Como

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