Ognuno di noi ha un vivido ricordo legato a una canzone del formidabile tandem Lucio Battisti-Mogol, che ha dato vita ad alcune delle più importanti pagine della nostra cultura popolare. Canzoni senza tempo, che sono ancora un approdo sicuro per chi cerca musica di qualità, in grado di attraversare i decenni senza perdere nulla della loro freschezza e della loro ispirazione.

A quasi vent’anni dalla morte dell’indimenticabile cantante di Poggio Bustone, scomparso il  9 settembre del 1998, Mogol ha vinto il primo round contro Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti e comproprietaria dell'Acqua Azzurra edizioni musicali, notoriamente poco propensa a concedere il riutilizzo delle canzoni del marito e, più in generale, dell’uso del brand Battisti, ad esempio per un festival  o per una fondazione a lui intitolata. 

Dopo quattro anni di iter giudiziario, Giulio Rapetti Mogol ha vinto la causa istituita nel 2012 presso il Tribunale Civile di Milano nei confronti della società Acqua Azzurra edizioni musicali rappresentata dal suo amministratore unico  Grazia Veronese, vedova di Lucio Battisti, con un risarcimento di €2.651.495,00, più gli interessi e le spese legali, ottenuto dall’avvocato Maria Grazia Maxia, legale e amica di lunga data del grande autore.

Il Tribunale  ha quindi condannato “l’ostracismo” opposto dalla vedova Battisti a qualsiasi utilizzo, promozione e  celebrazione di brani del marito Lucio Battisti e in particolare ha ritenuto illegittimo  il rifiuto delle proposte di sincronizzazione in spot pubblicitari e colonne sonore di film  delle note  canzoni del repertorio Mogol Battisti.

Il Tribunale ha ritenuto inoltre illegittimo l’esercizio del diritto morale d’autore invocato dalla moglie di Lucio Battisti per opporsi ai suddetti utilizzi, quindi potranno nascere adesso dei festival a nome dell’artista di Poggio Bustone, così come potranno essere utilizzate le sue canzoni per fini pubblicitari e come colonna sonora di film.

Una vittoria parziale, perché Grazia Veronese probabilmente ricorrerà in appello per impugnare la sentenza. 

"E’ da oggi che continuano ad arrivarmi messaggi da parte di tantissime persone -ci ha raccontato al telefono Mogol- e quasi tutti mi scrivono 'giustizia è fatta'. E’ una sentenza molto favorevole, non solo per me, ma per tutti quelli che hanno amato Lucio, che oggi torna libero. Questa causa l’ho fatta affinché non venisse dimenticato, lui è una parte importante del patrimonio culturale del nostro paese e in molti si lamentavano con me perché non trovavano la sua musica su iTunes o perfino le sue foto. Non so se ci saranno sviluppi, non sono un avvocato, ma era importante che le sua canzoni tornassero libere e oggi finalmente lo sono”.

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