Ministri: delirio e sold out a Milano

Classici e canzoni del nuovo album nella scaletta dello show

I Ministri (foto ufficio stampa, Paolo Proserpio)

Marco Pedersini

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I Ministri sono quel rancore che ti prende quando ti accorgi di aver speso tutto per un idolo: una bella casa, la laurea, un buon lavoro. Dopo quattro album e un ep, il messaggio diventa meno amaro: è ora di «provarci comunque» a scardinare un mondo governato da assicuratori e amministratori di condominio. Il suono di Per un passato migliore resta anni Novanta, ma si fa più aperto, con schitarrate ariose alla Foo Fighters. I testi no, sono lucidi e affilati come sempre, con quella vena paranoica e un po' sommaria di quando si è arrabbiati e si vorrebbe trascinare tutto nel proprio risentimento. La formula funziona, non foss'altro perché dal 2006 a oggi continuano ad aver ragione loro: a Milano, l'Alcatraz era tutto esaurito. «Milano non è mai stata così bella», ha detto Divi (voce e basso), aprendo il concerto di ritorno dei Ministri, dopo un anno passato a scrivere il nuovo album. Lo spettacolo, rodato da anni di tour di sacrifici e viaggi in furgone in giro per l'Italia, è martellante. Va tutto bene, c'eravamo solo persi di vista.

Ministri: Comunque

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