Michael Jackson: Thriller compie 30 anni. Parla Quincy Jones

Il disco capolavoro nelle parole dell'uomo che lo ha prodotto

Michale Jackson immortalato sulla cover di Thriller

Tony Romano

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101 dischi di platino, 17 dischi di diamante e 8 dischi d’oro. Queste le cifre da record per l’album più venduto nella storia della musica che rimase in classifica per ben 122 settimane (quasi 2 anni e mezzo). Stiamo parlando di Thriller, il sesto album del compianto re del pop, Michael Jackson, dal quale vennero estratti ben 7 singoli su 9 tracce che componevano il disco.

Quando 30 anni fa Thriller venne pubblicato, il 30 novembre del 1982, l’obiettivo di Quincy Jones, uno dei più grandi produttori discografici di tutti i tempi che ha iniziato la sua carriera con Ray Charles e Dizzy GIllespie, non era certo di produrre l’album più venduto della storia. 'Abbiamo registrato l’album in 8 settimane e la sua realizzazione è stato come viaggiare su un razzo. Tutto è stato fatto a ipervelocità. Anche Michael si era messo a scrivere musica come una macchina’.

Jones racconta una curiosità sulla nascita dell’album:Prima di iniziare Thriller, stavo lavorando sul secondo album di Donna Summer per la Geffen. Pensavo di finire entro quattro mesi, ma in realtà ce ne sono voluti sette. Nel mezzo della lavorazione abbiamo deciso di prenderci una piccola pausa, e sono andato a Tucson in Arizona con Michael, a casa di Paul McCartney per registrare The Girl Is Mine, perché quella era l’unica occasione di poter incontrare Paul. Fu così che iniziò tutto. A volte è meglio seguire i propri istinti senza ragionare troppo sul da farsi’.

Quincy Jones racconta poi la nascita di Beat It: ’Ho portato Michaelnello studio che aveva in casa sua. Dopo di che ha chiamato il suo ingegnere del suono e abbiamo registrato la voce. Michael cantava con il cuore e la canzone era Beat It. Abbiamo capito subito che quel sound sarebbe stato epocale. Durante l’ascolto, il livello era talmente alto che ad un certo punto l’altoparlante destro scoppiò andando letteralmente in fiamme!'.

'Abbiamo fatto il mix finale con le correzioni e gli overdubs fino alle nove del mattino, è stato come avere tre studi in corso in una sola volta. Abbiamo messo gli ultimi ritocchi alla voce di Michael in Billy Jean, poi Bruce (Swedien, produttore ed ingegnere del suono) sostituì la drum machine con una sessione di batteria suonata live da Ndugu Chancler. Infine, ho preso Eddie Van Halen in un altro piccolo studio equipaggiato con due enormi altoparlanti Gibson e due confezioni da 6 di birra. In soli 15 minuti aveva fatto l’assolo di Beat It'’.

‘Non credo' prosegue Jones 'che in futuro sarà possibile realizzare qualcosa di magico ed unico come Thriller. Essere partecipi ed essere coinvolti in una registrazione del genere è un grande, grandissimo dono di Dio’.

   
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