Michael Jackson: stasera a Milano il tributo di Sergio Cortés

L'intervista al cantante e ballerino, che stasera renderà omaggio al Re del Pop a 6 anni di distanza dalla sua morte

Sergio Cortes

Sergio Cortes

Gabriele Antonucci

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Sei anni fa il mondo piangeva la scomparsa di Michael Jackson, ucciso il 25 giugno 2009 da un’overdose di farmaci somministrati dal medico personale Conrad Murray, poi riconosciuto colpevole di omicidio colposo.Stasera i fan del geniale artista si ritroveranno al Teatro Linear4Ciak di Milano(viale Puglie/via Tertulliano – ore 21.00 – biglietti a partire da € 31,50 – Info su www.linear4ciak.it e www.ticketone.it) per rivivere la magia delle sue canzoni e delle sue coreografie nello spettacolo Michael Jackson Live Tribute Show, con protagonista Sergio Cortés, uno dei migliori impersonator al mondo di MJ, a cui assomiglia in modo impressionante per voce, connotati fisici e ballo. Accompagnato da una band live e da un corpo di ballo di 8 elementi, Cortés eseguirà dal vivo i più grandi successi di Michael Jackson, da Dangerous a Billie Jean, da Thriller a Smooth Criminal, fino alla toccante Heal the World, per due ore di grande spettacolo. Abbiamo raggiunto telefonicamente Cortés, la cui voce è incredibilmente simile a quella di Michael Jackson.

Sergio, come hai scelto i brani della scaletta e come hai strutturato lo show?

"Ci siamo basati sulle scalette dei concerti e sulle coreografie che faceva Michael Jackson nei suoi tour, cercando di essere fedeli nei minimi particolari e rispettosi della sua arte, inserendo anche qualche brano nuovo degli album postumi, che lui non ha mai eseguito dal vivo.Sarà una sorpresa per i fan italiani".

I fan di Michael Jackson, molto esigenti nei confronti dei tributi e degli impersonator, ti hanno subito accolto con grande affetto. Come hai fatto a convincerli?

"Probabilmente perchè avvertono, in tutto quello che faccio, il rispetto e l'amore nei confronti di Michael Jackson, proprio perchè prima di tutto io sono un suo fan e metto tutto il mio cuore sul palco".

Come ti sei avvicinato alla musica di Michael? C'è stata una sua canzone, in particolare, che ti ha conquistato?

"Lo ascolto fin da piccolo, mio fratello metteva sempre a casa i dischi dei Jackson Five. Probabilmente mi sono anche rispecchiato nella situazione familiare dei Jackson: loro erano nove fratelli, noi otto. A sette anni già conoscevo tutte le canzoni dei Jackson Five e sono cresciuto con la sua musica. Ogni volta che avevo bisogno di una canzone che mi desse forza o pace, ascoltavo uno dei suoi dischi e mi sentivo immediatamente meglio".

Quali sono le coreografie e le canzoni che hai trovato più difficile realizzare dal vivo?

"La più difficile è la scenografia e la parte teatrale di Smooth Criminal. Devi ricreare un vero e proprio mondo e i passi sono molto difficili. Ho dovuto lavorare duro per essere credibile, ma è stato anche molto divertente, perchè è uno dei miei brani preferiti".

Qualche giorno fa ricorrevano i 10 anni dal proscioglimento da tutti e 14 capi d'imputazione nel processo Arvizo, che hanno confermato la completa innocenza dell'artista. Secondo te, a parte i suoi fan, la gente oggi ha capito chi era veramente Michael Jackson o si è fatta influenzare dalle cattiverie dei media?

"La gente che ragiona e che ha capito il messaggio della sua musica, credo che non abbia mai avuto dubbi sulla sua innocenza. Purtroppo un artista della sua grandezza ha attirato tanta invidia e tanta cattiveria. I media lo hanno spesso dipinto in modo distorto per vendere più giornali, perchè Michael Jackson è un nome che fa sempre notizia. E' incredibile che una persona come lui, che non ha mai fatto male a nessuno ma che, anzi, ha donato milioni di dollari per aiutare i bambini in difficoltà di tutto il mondo, sia stato dipinto come un pedofilo".

Che ne pensi della vendita di Neverland? Non doveva diventare una casa-museo come Graceland per i fan di Elvis?

"Il fatto che sia in vendita mi dà una grande tristezza. Non capisco come sia possibile, non credo che sia solo un fatto economico. I 100 milioni di dollari, che sono il prezzo di mercato dell'abitazione, potrebbero rientrare in poco tempo se fosse adibito a museo per i fan. Mi dispiace soprattutto perchè Michael amava tanto Neverland, mi sembra una grossa mancanza di rispetto nei suoi confronti".

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