Freddie Mercury: "Ci chiameremo Queen, è così regale..."

La nascita della leggendaria band nel libro di Mark Hodkinson: Queen - I primi anni

Roger Taylor (a sinistra) e Freddie Mercury – Credits: Getty Images

Gianni Poglio

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I Queen prima dei Queen, la dura gavetta prima dei trionfi su scala mondiale. Di questo parla Queen - I primi anni, l'appassionante e appassionato libro di Mark Hodkinson che svela quel che ha preceduto la nascita e l'affermazione del gruppo di Freddie Mercury. 

Nell'estratto qui di seguito il magic moment in cui Freddie Mercury impone la sua visione nella scelta del nome della band: 'Ci chiameremo Queen'. Buona lettura!

'Da alcuni anni Freddie Mercury, Brian May e Roger Taylor formavano un gruppo affiatato. Avevano vissuto, lavorato e si erano divertiti insieme. Non era stato un accordo schietto, cordiale; c’erano state risse e litigi, leggerezza e serietà, ed era forse fin troppo ovvio, quasi sdolcinato, che questa famiglia di tre persone dovesse formare un gruppo pop. Una volta che Tim Staffell se ne andò e i Sour Milk Sea naufragarono, fu impossibile per loro evitare l’inevitabile, e quando Brian May tornò  da Tenerife nell’aprile 1970 lui, Roger e Freddie finalmente decisero di formare il loro primo gruppo insieme.

Lo pianificarono nei minimi dettagli; erano stati tutti parte, nel recente passato, di gruppi forti ma alla fine inappagati, ed erano ora decisi a raggiungere il successo con quella loro avventura insieme. Discussero diversi nomi possibili per il gruppo. Uno dei primi favoriti fu Grand Dance, tratto dalla trilogia spaziale di C.S. Lewis, che avevano letto sia Brian, sia Roger. Rich Kids (poi adottato dal gruppo post-Pistols di Glen Matlock) era un altro candidato ma Freddie, con il suo abituale atteggiamento autoritario, si era fissato con “Queen”. “È così regale” ripeteva a chiunque fosse a portata d’orecchio. La madre di Roger Taylor, Win Hitchens, ricorda le vivaci spiegazioni di Freddie nella cucina della casa di Truro: “Continuava a ripetere quanto suonasse regale”. Come chiunque altro, Win Hitchens si rendeva conto del suo palese accenno all’omosessualità, principalmente quel filone teatrale, imbellettato a cui Freddie aspirava. Nei primi anni Settanta la parola “gay” era usata raramente per descrivere l’omosessualità. “Queen”, anche se ora è molto arcaico, era una parola colloquiale largamente usata. Molti degli amici di Freddie lo chiamavano affettuosamente “old queen”, e questa terminologia di genere inverso era spesso usata in modo ironico.

Elton John, che diventò amico intimo e confidente, invariabilmente usava “lei” quando parlava di Freddie. “Queen”, in ogni caso, non era un soprannome solo di Freddie; stando alle apparenze, sarebbe calzato a pennello anche a Brian e a Roger. All’epoca, Brian portava jeans a zampa con dei campanellini cuciti sul fondo di ciascuna gamba. I capelli gli arrivavano fin sotto le spalle e numerose collane gli penzolavano al collo. Roger e Brian non erano convinti del nome ma Freddie li persuase, e prima della fine del mese di aprile 1970 erano i Queen...

Il primo concerto

Forse fu giusto che il primo concerto annunciato finalmente con il nuovo nome si tenesse nella loro residenza naturale, cioè all’Imperial College, a Londra. Freddie per l’occasione disegnò dei biglietti che riportavano una grafica spettacolare, anche se improvvisata, della parola “Queen” in caratteri simili a quelli utilizzati in seguito sulle copertine dei loro dischi. Il biglietto, che includeva persino una mappa che mostrava la vicinanza del college alla fermata di South Kensington della metropolitana, diceva: “I Queen vi invitano a uno spettacolo privato all’Imperial College New Block, Imperial Institute Road, 5° piano, Aula A, domenica 18 luglio”. 

Le scalette erano composte quasi interamente da cover e per qualche tempo prevedevano solo un paio di pezzi originali: Stone Cold Crazy e Liar. Di solito cominciavano i concerti con la prima, una delle poche canzoni nate da una jam session di gruppo e firmate da tutti i membri della band. Il repertorio di cover era ricco e, a seconda della reazione del pubblico, suonavano pezzi di Buddy Holly, James Brown, Everly Brothers, Gene Vincent, Little Richard, Ricky Nelson, Shirley Bassey, Bill Haley, Spencer Davis Group e Yardbirds. I Queen non volevano sfidare il pubblico, e non puntavano a un repertorio esoterico, al contrario di molti dei loro colleghi. Brian May: “Facevamo del rock’n’roll duro, e i Queen davano alla gente qualcosa di conosciuto cui potersi appigliare. Se ti presenti sul palco e la gente non conosce il tuo repertorio, rischi di annoiare”. 

Tratto da Queen. I primi anni. Autore Mark Hodkinson; Giunti Editore, collana Bizarre. Pag 192, €12.

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