Gabriele Antonucci

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“Un classico è un’opera che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”, sosteneva Italo Calvino.

Una definizione che coglie perfettamente l’influenza che esercitano ancora oggi le canzoni di Domenico Modugno, la prima star internazionale della musica italiana, veri e propri gioielli incastonati nella nostra cultura popolare.

Cantautore, attore, autore, poeta, regista, cantante dalla travolgente forza interpretativa, "mister Volare" è stato un uomo solare, semplice e forte che, nonostante l'enorme successo, non ha mai rinnegato le sue radici popolari.

Ancora oggi Modugno è un faro per tutti quelli che si avvicinano al mondo della musica per la sua carica innovativa, tanto che non è esagerato parlare di un prima e un dopo Modugno per la musica popolare italiana.

L'impatto culturale di Modugno

Per capire l'impatto culturale che ha avuto l'artista pugliese, basti pensare che Salvatore Quasimodo lo autorizzò a utilizzare due poesie come testo per Ora che sale il giorno e Morte chitarre, mentre Pier Paolo Pasolini scrisse per lui il testo di Che cosa sono le nuvole e chiamò Modugno a cantare il brano, scritto da Ennio Morricone, per i titoli di testa di Uccellacci e uccellini.

Sono in molti a pensare che il vero inno nazionale italiano nel mondo, al posto di quello ufficiale di Mameli, sia Nel blu dipinto di blu, di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario.

Una generazione di italiani provati dalle macerie provocate dalla Seconda Guerra Mondiale trovò nel 1958, in quelle due braccia allargate verso l'infinito di Nel blu dipinto di blu, una nuova speranza di vita e uno slancio che ha portato pochi anni dopo al boom economico degli anni Sessanta.

"Volare", come da molti è conosciuta, ha spalancato le porte della modernità alla canzone italiana.

Un successo mondiale che ha fatto vincere al Mimmo Nazionale tre Grammy Award per disco dell'anno, canzone dell'anno e interprete dell'anno: mai nessun artista italiano era riuscito prima di allora ad affermarsi negli Stati Uniti, musica lirica a parte.

Il successo di "Meraviglioso Modugno"

Per questo è assai meritevole, soprattutto in un periodo in cui le classifiche sono dominate da pop senz’anima e da lugubri brani trap in minore, la riscoperta delle canzoni dell'artista pugliese grazie al successo dell’ottava edizione dell’evento Meraviglioso Modugno, che si tiene nella centralissima Piazza Aldo Moro, nel cuore di Polignano a Mare.

La suggestiva cittadina in provincia di Bari dai panorami mozzafiato, che negli ultimi anni sta conoscendo un boom turistico grazie anche al successo di diversi film italiani qui diretti oltre che per essere stata scelta come ambientazione di alcune puntate dell'imperituro Beautiful, girate tra le sue romantiche balconate sul mare, ha dato i natali a Modugno novant’anni fa, il 9 gennaio del 1928.

Modugno ha avuto un rapporto contrastato con il suo luogo di nascita, "tradita" all'inizio della carriera quando si spacciò per siciliano per incontrare più facilmente i favori del pubblico, ma con la quale si è in seguito riconciliato, come testimonia la suggestiva statua dedicata a Mimmo, che guarda il paese e non il mare, che da dieci anni è meta di pellegrinaggio per i suoi numerosissimi fan italiani e internazionali.

Proprio a Polignano il cantate ha tenuto il 26 agosto 1993 il suo ultimo, applauditissimo concerto, dopo nove anni di calvario in seguito a un ictus che lo ha colpito nel 1984 negli studi Mediaset di Cologno Monzese.

La serata di "Meraviglioso Modugno", realizzato da Comune di Polignano e Teatro Pubblico Pugliese/Puglia Sounds, con la direzione artistica di Stefano Senardi e Maria Cristina Zoppa, è stata presentata con brio e tempi radiofonici da Maria Cristina Zoppa, Silvia Notargiacomo e Rosanna Cacio per la regia di Giovanni Buonomo.

Di grande impatto visivo l’impianto scenografico, ideato dall’art director e conduttrice Maria Cristina Zoppa e realizzato dallo street artist Fabio Della Ratta, aka Biodpi, autore anche di iconici vinili-ritratti, realizzati con la tecnica dello stencil, che sono stati donati nel corso della serata agli artisti ospiti.

Su un fondale blu, tendente al colore verde-mare di Polignano, spiccava il plateale gesto sanremese a braccia aperte di Mister Volare, raffigurato con una sagoma dorata arricchita da una scultura dell’artista polignanese Peppino Campanella.

La scaletta della serata 

Luca Carboni con Nel blu, dipinto di blu, Gaetano Currerri con Meraviglioso e Tu si ‘na cosa grande, Francesco Gabbani con Piove, Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo in Amara terra mia, Paola Turci con Dio come ti amo! e La lontananza, Ghemon in Cosa sono le nuvole e Resta cu ‘mme, Simona Molinari con Vecchio frack e Lu pisci spada, Carmen Ferreri in Come hai fatto hanno entusiasmato il pubblico di Piazza Aldo Moro, che conosce a memoria le canzoni del loro concittadino più illustre.

Il sindaco della città Domenico Vitto, nel corso della serata, ha conferito il Premio “Mister Volare” al nuotatore Alessandro De Rose, vincitore del Red Bull Cliff Diving World Series 2017 che si è svolto proprio a Polignano lo scorso 23 luglio.

Il Premio Federautori è stato consegnato a Ghemon come «riconoscimento alle doti artistiche» del rapper e cantautore irpino che con l’album Mezzanotte, a nostro giudizio uno dei migliori album del 2017, ha raggiunto la piena maturità, dimostrando di essere l’Anderson.Paak o il D’Angelo italiano per la sua anima soul/ r&b.

Le dichiarazioni degli artisti 

“Per me Modugno rappresenta la casa dei miei genitori e dei nonni - ricorda Ghemon, una delle più belle sorprese della serata- Mi ricorda Frank Sinatra per la capacità di cantare in modo inarrivabile brani difficilissimi ma, al tempo stesso, di renderli popolari e alla portata di chiunque”.

"Sono davvero contento di essere tornato a "Meraviglioso Modugno" –confida Francesco Gabbani- Nel 2016 mi ha portato bene, perché pochi mesi dopo ho vinto Sanremo con Occidentali’s Karma: speriamo che anche il 2019 sarà per me altrettanto magico".

“Di Modugno amo la capacità di raccontare storie- sottolinea Simona Molinari, una delle più belle voci femminili italiane- Ho scelto di interpretare Vecchio frack e Lu pisci spada perché sono due canzoni struggenti, due veri e propri dipinti".

“Cantare Modugno è per noi un dovere e una grandissima emozione – spiega Paola Turci, che sta attraversando un momento magico della sua carriera- Mimmo deve essere preso come modello per le sfumature dei suoi brani e per la sua scrittura, semplice e complessa al tempo stesso”.

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