Musica

Melanie Martinez: la recensione di "Cry Baby"

La cantante si è fatta conoscere nella terza edizione di The Voice Usa. E l'8 novembre è in concerto al Fabrique di Milano

Melanie Martinez

Giovanni Ferrari

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Ho ascoltato tutto il disco di Melanie Martinez. Sono sincero: non ci ho capito nulla. O quasi. Mi chiedevo: come sono entrato - senza nemmeno accorgermene - in un viaggio psichedelico fatto di luci e colori? Sono sincero: non capivo dove volesse arrivare con queste canzoni che - dalla prima all'ultima - introducono un suono particolare, a cui siamo poco abituati. E poi: perchè tutta questa inquietudine?

Poi ho cercato di capire chi è davvero Melanie Martinez. Per curiosità, sì. Ma anche perchè, a volte, per capire un progetto ho il bisogno di entrarci dentro, capirne passi e interrogativi. Melanie Martinez è una ragazza come tante altre, canta bene. E per questo motivo ha deciso di partecipare a un talent show (in particolare The Voice Usa, terza edizione). Non vince ma ha la possibilità di farsi conoscere, almeno in parte. Poi pubblica il suo disco "Cry Baby" e il successo è forte: la eco di questa popolarità arriva anche nel nostro paese. Tanto che all'instore di questo pomeriggio nella Mondadori di Piazza Duomo a Milano la folla era notevole.

Melanie Martinez oggi è una ragazza di ventuno anni come tante altre, ma ha avuto la fortuna di incontrare la musica. Così, la sua storia e le sue debolezze (che, a dir la verità, sono le debolezze di tutti gli adolescenti di oggi) diventano - con la sua pazzia - una materia di studio e, poi, di condivisione. E così, se ci si immedesima nelle sue domande da ragazza, si inizia a capire. La paura del futuro, la denuncia di ogni tipo di violenza, il continuo alternarsi di infanzia e maturità. Tutto e niente. Bianco e nero.


Tante volte si fatica a interpretare un fenomeno semplicemente perchè non ci si immedesima nelle sue caratteristiche insite. L'immedesimazione, fulcro dell'arte, è necessaria per capire Melanie. E una volta che si entra nel suo mondo fatato, si inizia a capire. Ho iniziato a capire. La chiave con la quale la Martinez rilegge i suoi dubbi da giovane è sicuramente inedita. A livello prettamente musicale, poi, il pop di "Cry Baby" è contaminato da tantissime influenze, dal folk all'hip-hop. Il mondo (a tratti angosciante) di cattiveria e abusi raccontato è interpretato con leggerezza, con strumenti che ricordano i giochi dei bambini. 

In questo festival dell'assurdo, l'intera tracklist di "Cry Baby" è credibile. Il concept album è un viaggio che si può fare come non si può fare. Dipende dalla disponibilità di chi ascolta nel cercare di intercettare i segnali che Melanie Martinez vuole trasmettere. 

La cantante si esibirà nel nostro Paese domani, 8 novembre, al Fabrique di Milano. La data è già sold-out da mesi.

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