Massimo Bubola: la recensione di In alto i cuori

Undici nuovi brani tra rock, blues e raffinate ballate

Massimo Bubola (foto Simone Manzato)

Tony Romano

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Massimo Bubola è un poeta contemporaneo, un cronista attento e preciso che con amore ed eleganza riesce ad affrontare con gentilezza temi aspri, addolciti da melodie dolci che sanno di sapori antichi. Con il suo ultimo album In Alto i cuori ci regala 11 nuovissimi brani toccanti, che lui stesso definisce ‘instant songs’, come fossero piccole foto che ritraggono lo scenario italiano attuale.

L’album si apre con una dolcissima ballata, Hanno sparato a un angelo che si ispira ad un fatto realmente accaduto a Roma, quando nel gennaio scorso due rapinatori hanno uccisero un uomo con la figlioletta di nove mesi che stringeva in braccio. Il disco prosegue con Un Paese finto, brano di denuncia dove il nostro Paese ne esce disfatto, senza più verita e dove persino la tv viene identificata come la vita reale. Molto bella Al capolinea dei sogni che strizza l’occhio alle sonorità mariachi dipingendo l’autoritratto di un uomo che dopo aver coltivato grandi ideali nella speranza di un futuro migliore, si accorge di essere arrivato con dignità al capolinea dei sogni dove oltre non si può andare.

Analogico-Digitale è uno dei brani più interessanti del disco. Un bel blues graffiante scritto a quattro mani con Beppe Grillo che contrappone il vecchio e il nuovo come fossero due culture, forte e duratura una, precaria e virtuale l’altra. Molto intenso.  Si prosegue con A morte i tiranni, una bella ballata rock contro la tirannia dove sono presenti riferimenti alle sommosse storiche, da Giulio Cesare fino a quella francese che si concluse con la presa della Bastiglia. Imperdibile la ironica Tasse sui sogni, una sorta di elenco drammatico e pungente sotto un bel giro di rock’n’roll. Verso la fine troviamo una dolce canzone d’amore, incentrata sul ricordo di un amore perduto dove i protagonisti però riconoscono anche se troppo tardi, di aver perso qualcosa di vero e di unico. L’album si chiude con In alto i cuori, una piccola preghiera sostenuta da un bellissimo organo Hammond che gli da un delicato tocco soul.

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