Marco Sbarbati, l'ultima scoperta di Dalla

Lucio lo notò mentre cantava le sue canzoni con la chitarra a tracolla nel cuore di Bologna. E lo invitò nella sua casaufficio...

Marco Sbarbati, sta registrando il cd d'esordio con brani in inglese e in italiano

Gianni Poglio

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"Bravo Marco, io e te faremo sicuramente un disco". Parole che lasciano il segno se a dirtele è Lucio Dalla, una sera di settembre, in un angolo semibuio di piazza Maggiore, nel cuore di Bologna, dove Marco Sbarbati, 28 anni, da Macerata, cantava le sue canzoni con la chitarra a tracolla. "Suonavo e vedevo la mia coinquilina sbracciarsi. Non m’ero reso conto di avere a fianco Dalla. Finito il brano, si avvicina e mi mette in mano un biglietto con il suo indirizzo email: 'Mi piace quello che fai, rimaniamo in contatto'". Inizia così il rapporto tra il cantautore e la sua ultima scoperta, un busker dalla voce cristallina.

"Dopo una settimana squilla il telefono. È lui in persona, mi vuole vedere nella sua casaufficio di via D’Azeglio 15. Mi presento, tesissimo, con una bottiglia d’olio artigianale come omaggio. Due convenevoli, un caffè e passiamo alle mie canzoni. Lui è lì, immobile con gli occhi chiusi, completamente immerso nella musica. Ascolta ma non parla. Va avanti così per un’ora. Gli squilla il telefono, risponde camuffando la voce, come se fosse la sua segretaria: 'Sì, chi è? Lucio è un attimo impegnato'". A Dalla piace l’approccio alla musica di Sbarbati, tanto che un giorno lo convoca per una di quelle notizie che possono cambiare una vita. "Arrivo a casa sua, mi mostra lo spezzone di un film di cui aveva composto la colonna sonora (AmeriQua, ndr) e mi dice: in questo punto inseriamo un tuo brano, I don’t wanna start".

L’inizio di qualcosa di molto promettente, rievoca Sbarbati ricordando le parole di Lucio: "Vedi, Marcolino (Dalla lo chiamava così, ndr), nella vita bisogna scegliere. Uno può anche prendere applausi per strada perché è bravo, simpatico e ha una bella voce, ma una carriera è un’altra cosa. Bisogna capire se piaci in radio, come reagisce la gente quando ti vede in televisione. E poi c’è la questione della lingua: canti benissimo in inglese, però la sfida è provarci sul serio in italiano". Quel consiglio, Sbarbati lo ha seguito: "Ho tradotto un pezzo per farglielo sentire, ma poi si è messo di mezzo il destino": Dalla è mancato l’1 marzo dell’anno scorso.

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