Gianni Poglio

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Sono tredici gli album in studio incisi da Madonna dal 1983 ad oggi. Oltre 300 i milioni di copie vendute, che fanno della popstar "The world's best-selling female recording artist of all time".  

Riascoltando l'intera discografia di Madonna, nei giorni in cui la cantante festeggia il suo sessantesimo compleanno, abbiamo scelto tre dischi che al di là dei singoli di successo, hanno un valore musicale superiore agli altri. Buona lettura...

RAY OF LIGHT (1998)

Un vero album di svolta, oltre che il miglior disco di Madonna. Con Ray of light Madonna rimette in discussione la sua carriera e il suo suono che prende una direzione radicalmente diversa rispetto al precedente Bedtime stories. Merito del producer inglese William Orbit. Trip Hop, ambient e un mood decisamente sprituale (tra Kabbalah, induismo, buddismo e Ashtanga yoga) fanno di questi brani ununicum nella storia di Madonna. A cominciare dalla bellissima ed ipnotica Drowned World/Substitute for LoveFunziona alla grande nei club di tutto il mondo la title track, incrocio perfetto tra il mood dance e la vena spirituale di Madonna. "Masterpiece" e "Cinematic song! sono invece le espressioni più usate dalla critica per Frozen, il capolavoro del disco e, forse, dell'intera carriera di Madonna. Intro sinfonica, suoni etnici, voce ipnotica e un arrangiamento di rara bellezza ne fanno un capolavoro assoluto. La stessa magia che attraversa anche To have e not to hold e The power of goodbye, due canzoni di eccezionale intensità che esaltano la vocalità di Madonna, mai così potente ed evocativa. Chiude il disco la spettacolare atmosfera eterea di Mer Girl.



MUSIC (2000)

Madonna debutta nel nuovo Millennio con un disco che riflette il sound del tempo. Non a caso i produttori che collaborano con lei sono Mirwais Ahmadzaï e William Orbit, gli artefici del sound sperimentale ed elettronico che attraversa i brani del'album. A cominciare dalla title track, un brano da club definito da numerosi critici uno dei pezzi più "catchy" della sua discografia. In chiave acustica su una base ritmica hip hop è I deserve It, un'altra perla che però non è stata pubblicata come singolo (pare per una vaga somiglianza con l'hit precedente Beautiful Stranger). Una combinazione, quella tra base ritmica pulsante e chitarre acustiche, che funziona benissimo anche in Don'tell me, composta da Joe Henry, il marito della sorella di Madonna, Melanie. Bellissima ed intensa anche What it feels like a girl,un mid tempo tra funky ed elettronica con un intro parlato (dal film The Cement) a cura di Charlotte Gainsbourg. Ipnotica invece l'atmosfera di Paradise con alcune parti cantante in francese alla Edith Piaf.

LIKE A PRAYER (1989)

Like a prayer è stato accolto come un "confessional record", un album in cui Madonna si racconta attingendo dalla sua adolescenza, dal rapporto con il padre e con la religione cattolica. Lo spiegano meglio di qualsiasi parola brani come il superhit Like a prayer (perfetto mix tra pop e gospel) e Oh Father. Prodotto da Patrick Leonard e Stephen Bray, il disco si avvale anche della colaborazione di Prince che, pur senza crediti ufficiali, suona la chitarra in tre canzoni: Like a Prayer, Keep It Together e Act of Contrition. Le due superstar duettano poi in Love song, uno dei pezzi che hanno contribuito a fare di questo album un best seller senza tempo. Express Yourself, ispirata ai leggendari Sly and Family Stone, è un capolavoro disco-dance, mentre Pray for spanish eyes è una splendida ed ispirata ballata pop. Tra atmosfere da musical e suggestioni fiabesche, l'intrigante Dear Jessie. Introdotta dal suono distorto di una chitarra e da una ritmica incalzante è la conclusiva Act of Contriction, in cui Madonna recita l'atto di dolore della religione cattolica prima di... irritarsi per una mancata prenotazione in un ristorante.

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