Gabriele Antonucci

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Se Michael Jackson è universalmente considerato il Re del Pop, non c’è dubbio che la corona di regina appartenga a Madonna, che ha da poco pubblicato il controverso album Madame X, ricco di sonorità latinoamericane.

Cantante, ballerina, attrice, regista, sceneggiatrice, scrittrice, produttrice cinematografica e discografica, Louise Veronica Ciccone è nata a Bay City, nel Michigan, il 16 agosto del 1958, da genitori di origini abruzzesi.

Trentasei anni di carriera, quattordici album pubblicati, dieci tour mondiali, trecentocinquanta milioni di dischi venduti, di cui 95 solo negli Usa, diciannove film come attrice e due come regista, due matrimoni (con Sean Penn e Guy Ritchie) e due divorzi, due figli naturali e quattro adottati in Malawi, tra cui il talentuoso David Banda, promettente calciatore della primavera del Benfica, motivo per cui tutto il clan Ciccone si è trasferito a vivere a Lisbona.

Le caratteristiche che hanno maggiormente favorito la sua ascesa e la sua permanenza nell'Olimpo delle star sono state una feroce determinazione, una capacità fuori dal comune di reinventarsi a ogni album e di sapersi circondare sempre dai produttori (e dai dj) giusti, attraversando oltre tre decenni nello show biz sempre sulla cresta dell'onda.

Uno scettro certificato recentemente dalla Top Grossing Billboard Boxscore Touring Acts, classifica che raccoglie dal 1990 gli incassi dei tour dei maggiori artisti internazionali.

Con i 169,8 milioni di dollari incassati dal fortunato Rebel Heart Tour, Madonna ha portato i guadagni complessivi in carriera per i suoi concerti all’incredibile cifra di 1,31 miliardi di dollari, che la pone sul podio più alto di artista solista più ricca, dietro solo ai Rolling Stones e agli U2.

C'è grande attesa per il tour di Madame X , che prenderà il via tra pochi giorni, il 17 settembre, quando la cantante salirà sul palco del  BAM Howard Gilman Opera House di New York

Un tour che, come sempre, si preannuncia spettacolare, ma che avrà una novità davvero rivoluzionaria per un concerto pop: il divieto dell'utilizzo dei telefoni cellulari durante lo show della cantante italoamericana.

Lo ha rivelato la mail che Ticketmaster, la più grande multinazionale dei biglietti online, ha spedito ai fan che avevano acquistato il biglietto per assistere a una delle date del tour.

"Questo evento sarà un'esperienza 'phone free'. L'uso di cellulari, smart watches, videocamere o device per registrare non è permesso all'interno dello spazio del concerto. Chiunque sia visto utilizzare il cellulare durante l'esibizione sarà scortato all'uscita", si legge nella missiva.

Il telefono non sarà "requisito" all'ingresso del concerto, ma rimarrà sigillato all'interno di una speciale custodia fornita dalla 'Yondr', azienda specializzata in eventi "phone free", con un lucchetto proprietario che si aprirà solo a conclusione dell'evento.

Qualora si avesse la necessità di contattare qualcuno durante il concerto, si potrà tenere il cellulare in vibrazione e accomodarsi fuori, in apposite aree esterne allo show, in cui sarà possibile ricevere ed effettuare chiamate.

L'inziativa, che ha l'obiettivo di far vivere ai suoi fan un'esperienza più coinvolgente e "old school", senza distrazioni digitali, ha diviso in due il pubblico.

Personalmente, siamo assolutamente favorevoli all'idea di Madonna.

Avendo la possibilità di assistere a numerosi concerti, non si contano le volte in cui abbiamo visto persone filmare quasi per intero un concerto, perdendosi tutta la magia e il pathos di un'esperienza che solo la musica dal vivo può regalare.

Filmati a bassa o media qualità che, va detto, probabilmente non verranno mai più rivisti dagli stessi "registi".

Stendiamo un velo pietoso, infine, sugli spettattori che non fanno altro che "messaggiare" e postare foto sui social, perdendosi buon parte dello spettacolo per rincorrere un effimero "like" o un "cuoricino" in più.

Ci auguriamo che anche altri grandi artisti seguano l'esempio di Madonna (i King Crimson, ad esempio, consentono agli spettatori di fare foto soltanto nei saluti finali dello show) e che i concerti tornino ad essere vissuti e partecipati come una volta, ridando la necessaria attenzione all'unica cosa che conta davvero: la musica.

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