Gabriele Antonucci

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Uno dei brani che meglio definisce il melting pot sonoro dell'Inghilterra di fine anni Settanta, in bilico tra il punk dei Clash e il reggae di Bob Marley, è certamente One step beyond, travolgente hit in grado di incendiare qualsiasi serata rock revival con il suo irresisistibile ritmo in levare.

Scritta originariamente dal cantante ska giamaicano Prince Buster come lato B del singolo Al Capone, One step beyond è diventata un successo mondiale nella versione dei Madness, band cult dello ska inglese, che ne incluse una propria versione nell'omonimo album di debutto One Step Beyond del 1979.

La band inglese tornerà e esibirsi in Italia in due attesi concerti sabato 28 ottobre 2017 al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI) e domenica 29 ottobre al Gran Teatro Geox di Padova. I biglietti, rigorosamente nominali e con un limite di acquisto di 4, sono disponibili sul circuito ufficiale Ticketone (online e punti vendita).

Il 17 novembre uscirà Full House: The very best of Madness, la raccolta dei più grandi successi della band (anche in edizione speciale in vinile, 4 Lp) 

L'ultimo disco di inediti, Can't touch us now è stato registrato in tre settimane nei Toe Rag Studios, e prodotto da Clive Langer - al fianco della band da molto tempo e artefice dei picchi più alti della carriera dei Madness - e da Liam Watson, vincitore di un Grammy per il suo lavoro su Elephant dei White Stripes.

Tracce come Mr Apples, Mumbo Jumbo, Blackbird e la stessa Can’t Touch Us Now riescono a cogliere appieno la combinazione di pop, reggae e soul che ha reso inimitabile la band.

Come spesso accade negli album più riusciti dei Madness, i testi sono uno spaccato della realtà londinese in chiave umoristica.

La formazione iniziale del gruppo prende il nome di Invaders ed è costituita da Mike Barson, Chris Foreman e Lee Thompson nel 1976. Due anni dopo si aggiungono a loro altri musicisti, ossia Graham McPherson, Mark Bedford, Chas Smash e Dan Woodgate ed il nome della band cambia in Morris & the Minors.

Solo successivamente, nell'arco di alcuni mesi, si sceglie il nome Madness per omaggiare Prince Buster.

Nel 1979 esce anche il primo singolo, The Prince, che rappresenta un altro tributo a Buster. Il singolo permette già al gruppo di farsi conoscere e di siglare un contratto discografico con la Stiff Records, che pubblica la hit One Step Beyond.

Esce quindi il primo album, chiamato proprio One Step Beyond, prodotto da Clive Langer e Alan Winstanley. Nei successivi anni il gruppo pubblica una serie di brani che scalano le classifiche.

Il secondo disco, Absolutely, arriva alla seconda posizione della classifica UK Albums Chart, ma che non sfonda negli Stati Uniti, dove il gruppo aveva firmato per la Sire Records.

Nell'autunno 1981 esce il terzo album, che contiene la hit It Must Be Love (cover di Labi Siffre).

Il successivo Cardiac Arrest viene boicottato dalle radio ma grazie al brano House of Fun, il gruppo raggiunge comunque la vetta delle charts.

Nel 1982 i Madness tornano con The Rise & Fall, svolta pop che comunque conferma il successo della band, merito anche del brano Our House. All'apice del successo, l'autore del gruppo Mike Barson lascia i Madness per dedicarsi alla famiglia e per andare a vivere nei Paesi Bassi.

I successivi lavori (Michael Caine, Keep Moving), seppur di successo, decretano la rottura con la Stiff Records e la nascita della Zarjazz, label di riferimento dei Madness che pubblica i successivi lavori Yesterday's Men (1985) e Mad Not Mad.

Nel settembre del 1986 il gruppo si scioglie. L'ultimissima pubblicazione prima dello scioglimento è rappresentata dal singolo Waiting for the Ghost Train.

Un anno e mezzo dopo il gruppo riunisce come quartetto costituito da Chris Foreman, Lee Thompson, Chas Smash e Suggs, a cui si aggiungono Jerry Dammers (ex The Specials), Steve Nieve e Bruce Thomas (entrambi già collaboratori di Elvis Costello con i The Attractions).

Esce poi I Pronounce You, che rappresenta l'unico lavoro prima di un altro scioglimento.Nel 1992 il gruppo si rifa vivo con la line-up originale per due concerti al London Finsbury Park. Quello che ne scaturisce è Madstock, un nome che deriva dall'unione di Madness e Woodstock e con il quale si identificano quei due concerti che hanno decretato la rinascita del gruppo.

Il 1999 segna il ritorno in studio con Wonderful, che celebra anche i venti anni di carriera.

Nel 2005 esce un nuovo album a nome Dangermen, nato da un'esperienza con il produttore giamaicano Dennis Bovell: si tratta di The Dangermen Sessions Vol. 1. Nel 2009 viene pubblicato The Liberty of Norton Folgate, mentre nel settembre 2012 è la volta di Oui Oui Si Si Ja Ja Da Da.

Saranno gli italiani Giuda ad aprire le due tappe italiane del Can’t Touch Us Now European Vacation 2017 dei Madness.

Nato dall'esperienza degli oltre 200 concerti tenuti negli ultimi 2 anni in Italia e all'estero, Speaks Evil è il succo di ciò che ora sono i Giuda, ovvero Lorenzo Moretti (guitar/vocals), Ntendarere "Tenda" Damas (lead vocals), Michele Malagnini (guitar), Danilo Valeri (bass) e Daniele Tarea (drums).

Una rock’n’roll band capace di mostrare fin dai suoi esordi una spiccata attitudine internazionale, un gruppo di musicisti uniti nella vita e sul palco dalla comune passione per il sound analogico di stampo seventies , ma che hanno messo perfettamente a fuoco il suono moderno che ora è il loro inconfondibile marchio di fabbrica, con l'odore del live che si respira in studio, ma che si comprende appieno solamente quando si partecipa ad un loro show.

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