Gabriele Antonucci

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Luigi Tenco, morto 50 anni fa a Sanremo in circostanze mai del tutto chiarite, ha scritto alcune delle più belle canzoni italiane ed è stato, come diceva Fabrizio De André, il primo vero cantautore italiano, capace di rinnovare il linguaggio della canzone d'amore e di dargli inediti significati politici.

Tenco, che allora aveva 29 anni, era giovane, affascinante e ricco di talento. Sono in molti a sostenere che l'eliminazione al Festival di Sanremo di Ciao amore ciao, brano in cui credeva molto, non possa essere stata la molla che l'abbia spinto fino al suicidio.

Ferdinando Molteni, nel suo accurato L’ultimo giorno di Luigi Tenco, sostiene addirittura che Tenco non esplose il colpo di pistola nella stanza 219 dell'Hotel Savoy, mai udito da nessuno, ma che forse morì dentro la sua auto, in una strada sterrata non lontana dall'albergo. Probabilmente c'erano con lui Dalida, alla quale era legato da una turbolenta relazione sentimentale, e altre persone, che strinsero una sorta di patto d'onore perché da quella situazione scabrosa avevano tutto da perdere.

Una tesi suffragata anche da Francesco De Gregori, che in Festival si domandava "Chi ha ucciso quel piccolo principe che non credeva nella morte?". Nato a Cassine, in provincia di Alessandria, nel 1938, ma cresciuto a Genova dove aveva cominciato la sua avventura nella musica quando era ancora un liceale, Tenco sarà celebrato oggi in un concerto al Casinò di Sanremo e con un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano” del valore di € 0,95.

Tra le sue canzoni più belle, influenzate dall'amore per il jazz americano e per il crooning d'autore, ricordiamo Mi sono innamorato di te, Vedrai vedrai, Lontano lontano, Un giorno dopo l'altro, Ragazzo mio, Ciao amore ciao, Se stasera sono qui e Ho capito che ti amo.

Sono numerosi gli artisti che hanno riletto le sue canzoni. Indimenticabili le interpretazioni di Ornella Vanoni di Ti ricorderai, Se stasera sono qui, Vedrai, vedrai, Ragazzo mio, Io sì, Lontano, lontano, Mi sono innamorato di te e Tu non hai capito niente, così come le versioni di Mina di Se stasera sono qui e Vedrai, Vedrai. Struggenti le riletture di Un giorno dopo l'altro e Vedrai, vedrai di Mia Martini e di Ragazzo Mio da parte della sorella Loredana Bertè.

Di grande suggestione Ciao amore ciao cantata con sensibilità da Giuni Russo, Lontano lontano e Vedrai vedrai eseguite con il pathos tipico di Renato Zero e Lontano lontano, Vedrai vedrai e Un giorno dopo l'altro, interpretate con passione da Claudio Baglioni.

Più recentemente abbiamo apprezzato le versioni di Hobby di Morgan, Ragazzo mio di Mango, Ciao amore ciao di Marco Mengoni (“Stasera, dopo 46 anni, è come se Luigi avesse vinto il Festival di Sanremo", ha dichiarato nel 2013 la famiglia Tenco a proposito dell’esibizione del cantante di Ronciglione), Se stasera sono qui di Diodato, Un giorno dopo l'altro e Guarda se io di Antonella Ruggiero e Lontano lontano di Roberto Vecchioni.

Omaggi sentiti, che portano avanti ancora oggi un'eredità artista importante, meritevole di essere conosciuta dalle giovani generazioni.

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