Gabriele Antonucci

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Ognuno di noi, anche il più restio alla musica italiana, ha almeno un vivido ricordo legato a una canzone del tandem Lucio Battisti-Mogol, che ha dato vita ad alcune delle più importanti pagine della nostra cultura popolare.

Canzoni senza tempo, che sono ancora un approdo sicuro per chi cerca musica di qualità, in grado di attraversare i decenni senza perdere nulla della loro freschezza e della loro ispirazione.

Impossibile non rimanere coinvolti dalla sua voce emozionante, ricca di anima e inimitabile di Lucio, che ha portato una ventata di novità nella canzone d'autore italiana, grazie a un'anima soul tipicamente americana.

Il genio di Poggio Bustone ha attraversato i generi, interpretato i suoi tempi, anticipato tendenze e movimenti, dialogato in silenzio con il suo pubblico, mettendo al centro della sua carriera i dischi in studio e preservando sempre la sua integrità artistica con poche interviste e pochissimi concerti.

Battisti ha esplorato tutte le possibilità della forma-canzone, innestando melodie italiane sopra il funk/soul americano, inglobando rock, blues, folk, prog e disco-music, fino a giungere a un pop elettronico e colto, unico nel suo genere, che tanto ha ispirato Battiato e, per arrivare ai giorni nostri, Cosmo.

Lucio è morto prematuramente il 9 settembre del 1998, quasi ventuno anni fa, all'ospedale San Paolo di Milano, gettando nello sgomento milioni di fan.

La sua musica, ancora attualissima e amata da milioni di persone, prossimamente potrà essere ascoltata anche in streaming, mettendo fine al singolare boicottaggio della musica liquida, poco affascinante ma oggi necessaria, da parte dei suoi eredi.

Come riportato dal "Corriere della Sera", Gaetano Presti, il liquidatore della società «Edizioni Musicali Acqua Azzurra» che detiene i diritti dei 12 album storici Battisti-Mogol, nominato dal Tribunale di Milano, ha formalmente comunicato alla Siae martedì l’estensione del mandato anche all’incasso dei diritti sul web.

Ciò significa che a breve quelle canzoni indimenticabili potrebbero essere disponibili sulle piattaforme streaming come Spotify, Apple Music, Google Music, Deezer e Tidal, i cui ricavi sostengono metà del mercato discografico mondiale.

Su Youtube si trovano solo alcuni video di bassa qualità del genio di Poggio Bustone, mentre su Spotify si trova un Lucio Battisti che, però, non è "IL" Lucio che tutti conosciamo, ma anonimi esecutori di cover, che comunque raccolgono milioni di stream.

I diritti delle canzoni Battisti-Mogol sono oggi così ripartiti: la Universal detiene il 35% del capitale, Mogol il 9% e gli eredi (Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca) il restante 56%: quest'ultimi hanno ancora il potere, quindi, di opporsi alla distribuzione delle canzoni via streaming.

Tre anni fa Mogol, che il 13 luglio sarà protagonista a Ostia Antica di uno spettacolo (“Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti”) dedicato proprio a quei brani immortali, ha vinto il primo round contro Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti e comproprietaria dell'Acqua Azzurra edizioni musicali, notoriamente poco propensa a concedere il riutilizzo delle canzoni del marito e, più in generale, dell’uso del brand Battisti, ad esempio per un festival o per una fondazione a lui intitolata.

Dopo quattro anni di iter giudiziario, Giulio Rapetti Mogol ha vinto la causa istituita nel 2012 presso il Tribunale Civile di Milano nei confronti della società Acqua Azzurra edizioni musicali rappresentata dal suo amministratore unico Grazia Veronese, vedova di Lucio Battisti, con un risarcimento di €2.651.495,00, più gli interessi e le spese legali, ottenuto dall’avvocato Maria Grazia Maxia, legale e amica di lunga data del grande autore.

Il Tribunale ha quindi condannato “l’ostracismo” opposto dalla vedova Battisti a qualsiasi utilizzo, promozione e celebrazione di brani del marito Lucio Battisti e in particolare ha ritenuto illegittimo il rifiuto delle proposte di sincronizzazione in spot pubblicitari e colonne sonore di film delle note canzoni del repertorio Mogol Battisti.

La battaglia legale è ora in appello ed è ancora presto per fare previsioni. Forse, però, la liberazione delle canzoni e del brand Battisti è più vicina.

Il paradosso di Battisti

Il paradosso di Battisti è quello di essere forse il cantautore più amato in Italia ma, al tempo stesso, quello più "invisibile" non solo a livello discografico (soprattutto se paragonato ad altri importanti artisti italiani, i cui cd affollano gli scaffali dei mediastore) ma soprattutto in ambito digitale, fondamentale nel 2019.

Le sue canzoni non sono in vendita su iTunes, non si possono ascoltare su Spotify se non attraverso le raccolte in cui sono presenti, su YouTube sono caricati solo video non ufficiali di pessima qualità.

Il brand Battisti non può essere utilizzato per un festival o per una fondazione a lui intitolata, per non parlare di spot pubblicitari e colonne sonore di film con le sue canzoni, a causa della ben nota ritrosia di Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti e comproprietaria dell'Acqua Azzurra edizioni musicali, notoriamente poco propensa a concedere il riutilizzo delle canzoni del marito.

Ritrosia che, è bene sottolineare, è probabilmente anche frutto delle ultime volontà del cantante, che negli ultimi anni di carriera si è tenuto scientemente lontano dal clamore dei media e dalle luci della ribalta, sulla scia di Mina, lasciando parlare i suoi dischi, anche quelli più ermetici realizzati insieme al paroliere Pasquale Panella.

Il cofanetto "Masters - Vol.2"

Pochi giorni fa la Sony ha annunciato, a due anni dal successo di “Masters”, l'uscita per il 6 settembre di “Masters – Vol.2” di Lucio Battisti, la seconda raccolta, targata Sony Music, contenente 48 brani estratti direttamente dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile.

Il cofanetto sarà disponibile in 3 LP o 4 Cd, quest'ultimo corredato da un booklet di 40 pagine con foto e interviste a Renzo Arbore, Alessandro Colombini, Franz Di Cioccio, Alberto Radius, Mario Lavezzi, Phil Palmer, Mara Maionchi e Gaetano Ria.

Si completa, così, il lavoro di restauro e rimasterizzazione dell’opera “Battisti come non lo hai mai ascoltato”. In attesa di ascoltarlo anche sul nostro smartphone o tablet.

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