Musica

Intervista a Luca J: "Come Machiavelli miro più in alto del mio obiettivo"

Il rapper romano classe 1993 presenta "Apatia", ep di 7 tracce fuori per la lbael undeground Honiro

LUCA J APATIA_COVER

Matteo Politanò

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Apatia. E' questo il titolo dell'Ep della nuova promessa romana del rap, Luca J, un classe 1993 che si presenta da solista dopo i progetti con New School Power. 7 tracce, interamente prodotte da Manusso, che escono per la label indipendente nr.1 dell'hip hop in Italia, Honiro, la prima a credere nel suo talento: "Ciò che mi ha spinto a scrivere Apatia nasce dall'accorgersi di vivere un contesto senza divertirsi, senza annoiarsi, senza nulla, è come non viverlo. Questo ha dato il via al tutto, la vera e propria apatia nel mio vivere quotidiano, quindi non potevo fare altro che assimilare le situazioni che mi si venivano a creare intorno per poi scriverle". Lo abbiamo incontrato per parlare del prodotto, di una crescita costante e di un futuro che da questo dicembre lo vedrà protagonista con instore e live in tutta Italia

Perché apatia?

Il concept dell'ep nasce da un periodo dove mi sono accorto di provare spesso apatia, uscivo la sera ma non mi divertivo né annoiavo. Aspettavo di tornare a casa e scrivevo a ruota libera, mi sono accorto di riscontrare l'apatia in momenti diversi tra loro e così ho cercato un filo conduttore. Assorbivo e scrivevo, poi grazie a Manusso abbiamo lavorato tanto sul lato musicale e il risultato finale mi ha soddisfatto pienamente.

Come è iniziata tutta la tua avventura musicale?

Insieme a Low Low e Ser Trevis, con New School Power. Avevo conosciuto Low Low ad una gara di freestyle, ci siamo trovati fin da subito e abbiamo iniziato a lavorare insieme. Dopo l'uscita di Socia Mixtape abbiamo girato per i live, non è stato facile, abbiamo fatto tanti chilometri e spesso dormito nelle stazioni. Alle fine però era quello che sognavamo e tutt'ora siamo pronti a lottare per il nostro sogno...

Perché la scelta di Honiro come label?

Avevamo diverse proposte ma alla fine abbiamo scelto loro, nell'underground sono la prima realtà e hanno già dimostrato di saper lavorare alla grande


Hai 21 anni, quando hai iniziato a scrivere?

Verso i 14 anni, passavo le giornate a scrivere testi e cancellarli. Per fare uscire il primo pezzo ne avrò scritti prima almeno cento! Mi sono avvicinato a questa musica facendo freestyle a scuola in un periodo in cui il rap non era ancora così tanto moda. Per questo chi lo faceva veniva visto come un disadattato...

In che momento hai capito che sarebbe potuto diventare un lavoro? 

Senza essere spavaldo l'ho capito da subito, ma non per arroganza. Semplicemente perché è sempre stato il mio obiettivo e sono determinato. Punto in alto e come diceva Macchiavelli "per colpire il centro con la freccia bisogna sempre mirare un po' più in alto perché la traiettoria tende a scendere"

Chi ascolti e stimi nella musica?

Tanti artisti, ma non ho miti. Prima sentivo sempre e solo rap, negli ultimi anni invece sto spaziando molto anche tra jazz e pop

Adesso porterai Apatia live, sensazioni?

Un mix tra entusiasmo e ansia. Non vedo l'ora di iniziare, il 26 dicembre inizieranno i live, il 6 dicembre invece i tanti instore. (la lista è qui, ndr)


C'è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Adesso mi vengono in mente nomi che non c'entrano con l'hip hop. Devo farne uno? Cesare Cremonini, davvero geniale...
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