Ci sono differenti modi per raccontare la società di oggi. Ci si può tirare indietro e cadere nel "si stava meglio prima". Ci si può auto-proporre come "influencer del pensiero" e dettare, con tweet e critiche social, regole e norme comportamentali. Si può addirittura puntare il dito contro ciò che non funziona (ma senza accorgersi di essere un controsenso vivente). 

Un'alternativa, invece, è raccontare le cose esattamente come sono. Magari facendo anche un po' di autocritica. E, nel raccontarle, cercare di esporre una propria posizione. Il nuovo disco de Lo Stato Sociale, "Amore, lavoro e altri miti da sfatare" (nei negozi da oggi, venerdì 10 marzo, per Universal Music Italia), è interessante innanzitutto per questo motivo

A distanza di due anni da "L'Italia peggiore", i cinque ragazzi de Lo Stato Sociale tornano con un disco sincero, ironico, originale nella scrittura e decisamente interessante a livello musicale. "Il disco parla di noi e di quello che ci succede attorno. Da quel che accade in un mondo messo alla prova da derive autoritarie e che poco si adattano al bisogno di umanità, all'interpretazione dell'intimità e delle relazioni, che sono specchio e sintesi dei nostri pensieri", hanno raccontato ieri durante una speciale serata organizzata in collaborazione con Jack Daniel's al Rock'n'Roll di Milano.


Ben tre brani hanno anticipato questo nuovo lavoro in studio de Lo Stato Sociale: Mai stati meglio, Vorrei essere una canzone e Amarsi male. Quest'ultimo brano, in particolare, è già diventato popolarissimo tra i più giovani (oltre 1 milioni di visualizzazioni su YouTube). Oltre a queste tre canzoni, altri sette brani raccontano il mondo de Lo Stato Sociale: "È come se ci fossimo fermati un attimo nella nostra corsa, una breve sosta per bersi una birretta con gli amici di una vita e guardarsi indietro, poi allo specchio e poi al futuro. Una piccola stasi in cui realizzi quello che hai fatto, cerchi di capire chi sei e fai un sogno di come vorrai essere", hanno spiegato.

In Sessanta milioni di partiti (il brano che apre il disco), Lo Stato Sociale si scaglia contro, appunto, alcuni miti da sfatare: dal successo alla necessità di un nemico, dall'amore come scusa al riscatto individuale. In tutte le tracce emerge la "forza del collettivo", la necessità di essere fianco l'uno dell'altro: lo si percepisce nelle parole (non sempre dolci) del disco, ma anche nella modalità con la quale il gruppo ha affrontato la cura musicale per questo progetto.


Ma non è tutto: in Buona sfortuna (nuovo singolo estratto da "Amore, lavoro e altri miti da sfatare") c'è la sincerità di chi ha subìto un torto. E non ci vuole stare. Non manca un riferimento ironico alla moda-talent: basta ascoltare Nasci rockstar, muori giudice ad un talent show

Da oggi 10 marzo i cinque ragazzi di Bologna partiranno per un instore tour (tutte le date sulla pagina Facebook della band). Il 22 aprile, invece, Lo Stato Sociale arriverà per la prima volta al Forum di Assago (qui tutte le informazioni)

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