Musica

Lissie, dalla California all'Iowa per essere felice

La cantautrice rock americana, che passerà dall'Italia in tour il 7 giugno, racconta l'ultimo album e il recente cambio di vita, tra fede e politica

Lissie

Cristina Marinoni

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Va controcorrente Lissie. Partita da ragazzina dall'Innois alla conquista del successo a Los Angeles, ora che ha 33 anni potrebbe essere una rockstar, invece nel 2015 ha preso una decisione che le ha cambiato la vita. Spiega la cantautrice country-folk, all'anagrafe Elisabeth Maurus: "Hollywood era a un passo: i miei primi due album avevano ottenuto un buon successo e per me le porte erano già aperte. Peccato che in quell'ambiente non mi sentissi a mio agio. Non ero felice, così ho mollato tutto e mi sono trasferita in Iowa. Non è stato facile ma era l'unica opzione. Non mi importa raggiungere il numero 1 in classifica, ciò che conta davvero per me e comporre canzoni senza pressioni". L'ultimo album My Wild West (Cooking Vynil/Edel Italy), fulcro del concerto che terrà il 7 giugno al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano), è proprio il frutto di quel periodo travagliato.

Di cosa parla il disco?

"Le dodici tracce sono una specie di diario: se le prime che avevo scritto sono un po' malinconiche, le ultime sono cariche di ottimismo. Mentre lavoravo ai brani, mi sono resa conto che, più mi allontanavo dal caos cittadino, più ritrovavo me stessa, il mio entusiasmo e la voglia di sorridere".

Come mai ha scelto di abitare in Iowa?

"Perché avevo bisogno di tornare in contatto con la natura. Le metropoli mi stanno strette: sono nata in campagna, da bambina passavo le giornata in canoa sul Mississippi, che scorre accanto a Rock Island, la mia città d'origine. I miei gentori vivono ancora lì. Ho sempre amato l'Iowa, con mia mamma ci andavo spesso per scoprire posti incontaminati e, dentro me, sapevo che da grande mi sarei trasferita lì. Però, la casa che ho  comprato l'ho scoperta per caso.

Racconti

"Circa un anno fa, ero dai miei genitori e un giorno sono partita in auto da sola, senza meta. Dopo tre ore di viaggio, mi sono imbattuta in una cascina un bel terreno intorno un po' hippie nello stile, con un bel terreno intorno. Era in vendita e ho deciso subito di acquistarla nonostante si trovasse in pessime condizioni e praticamente in mezzo al nulla: una bella sfida, direi!".

Ha già traslocato?

"Sì, da un paio di mesi e sto una meraviglia perché assaporo l'atmosfera di quando ero piccola. Vivo in libertà assoluta - uno dei vantaggi di non avere vicini nei paraggi -  anche se il paese non è così lontano e posso raggiungere la chiesa in pochi minuti di macchina. E poi, finalmente, mi godo le stagioni: in California è estate perenne".

È praticante?

"Sì, cristiana, e ho grande rispetto per tutte le religioni. Credere in un Dio rende l'uomo migliore, secondo me: lo dico anche in My Wild West, un album profondamente spirituale, ma anche femminista".

Cioè?

"Penso che noi donne, grazie alla nostra sensibilità, siamo la chiave della pace nel mondo e mi auguro che le leader a capo dei Governi del Pianeta cresca al più presto".


Alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti voterà Hillary Clinton?

"Se sarà la candidata, probabilmente. Apprezzo molto anche Bernie Sanders e ringrazio Barack Obama per l'ottimo lavoro che ha svolto: la riforma sanitaria è un risultato straordinario. Spero che chi lo seguirà alla Casa Bianca abbia lo stesso coraggio e condivida i suoi principi in favore dell'uomo. Una Legge che vorrei diventasse realtà? Quella contro il libero possesso delle armi: quando servirà una licenza per acquistarle, allora sì che il nostro Paese sarà più civile".

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