Ligabue: trionfo a Milano - La recensione del concerto di San Siro

Fan in delirio per il decimo show del rocker nella Scala del calcio

Mondovisione Tour: il manifesto – Credits: Web

Gianni Poglio

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"Expo, Mose. E poi???". Inizia così, in presa diretta con le cronaca giudiziaria, il ritorno del Liga a San Siro. Un ritorno salutato da sessantamila fan di tutte le età. Appena fa buio, il palco si accende. L'ingresso in scena, il boato di benvenuto e si parte. 

"Questo è il mio decimo concerto in questo stadio, rendiamolo speciale" dice Il Liga dopo Il muro del suono, la canzone d'apertura tratta da Mondovisione, l'ultimo album. Parte forte il nuovo spettacolo che in più di due ore condensa tutta la carriera, ma anche il l'intero concept di Ligabue. 

Non è un caso che nello show si materializzino, alle spalle della band, foto di famiglia, citazioni celebri (ce n'è una di Indro Montanelli "L'amore per il potere esclude tutti gli altri") e numeri impressionanti. Quelli dei costi della politica o dei processi pendenti in Italia. 

Ci sono il mondo di Ligabue e il mondo secondo Ligabue nella scaletta e nella scenografia di un live che dosa successi storici e nuovi brani. Convince Il volume delle tue bugie, ma l'atmosfera si scalda davvero quando c'è da cantare "I ragazzi sono in giro". Tremano le gradinate dello stadio alla partenza di Balliamo sul mondo, prima di riempirsi di palloncini bianchi per La neve se ne frega

Suono potente ma pulito, fan appagati e Liga sorridente. La fotografia della serata è questa. A metà spettacolo Ligabue si concede anche un paio di passeggiate lungo la passerella che dal palco si apre verso la folla nel prato. Lui dà il via e i fan cantano per intero Viva. Accende lo stadio e commuove Ho messo via, un classico che non invecchia. Come Non è tempo per noi o Urlando contro il cielo. Tra le canzoni più recenti svetta Tu sei lei.

"Sono sempre i sogni a dare forma al mondo" dice dal palco. E la risposta calda dei presenti gli ricorda quanti ne abbia realizzati lui dal 1990 ad oggi. Poi, è solo entusiasmo puro. Per A che ora è la fine del mondo e Piccola stella senza cielo. Seguono Tra palco e realtà e, nei bis, Certe notti e Con la scusa del rock and roll. Già, una gran bella scusa...

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