Viaggio nel pubblico del Liga

Una sera tra i 60 mila della prima data milanese

Ligabue in cooncerto – Credits: Ansa

Micol De Pas

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I sedili dello stadio di San Siro si muovono, è come stare seduti su un elastico. Lo stadio non è ancora immerso nel buio totale ma Ligabue è già al terzo brano. Ci sono circa 60mila persone e quando Ligabue, prima di intonare il brano successivo,dice: " È la mia decima volta in questo stadio e deve essere veramente speciale: contiamo su di voi", beh, inutile dire l'effetto provocato. Poi il palco si illumina e una giostra antica, di quelle di paese, comincia a girare piano, con grandi immagini della famiglia Ligabue: mamma, papà, il nonno, Luciano da piccolo, lambrette, mucche e marinai... la saracinesca si abbassa e la canzone finisce. Mentre dagli anelli si sente un coro tutto per lui: "sei bellissimo".

Questa volta si guarda lo spettacolo, i telefonini in modalità ripresa sono pochi, meglio ballare, anche da soli, dentro una maglia mille righe azzurra e bianca, sulle note di "Nati per vivere". Si va dai 50 ai 12 anni e tutti, allo stesso identico modo, sono veramente in visibilio. Quella di Milano è una unità musicale transgenerazionale a base di grandi domande filosofiche, a cui il Liga offre, come dice lui, "delle risposte valide per i prossimi cinque minuti, tipo dove andiamo? Per le prossime due ore stiamo qua che è meglio... Ad ogni modo, siamo chi siamo!".
 
Il pubblico ha un tale volume da fare da seconda voce, sempre. Intanto Mondovisione è una giostra che gira, su un palco bellissimo che sa di carillon, anche nei brani più rock. Arriva Urlando contro il cielo: ballano gli spalti, le pareti e nel prato va in scena anche una specie di danza tribale intorno a un fumogeno rosso. E la canzone prosegue un bel po' intorno al palco ormai in silenzio. Che riprende a suonare, questa volta La neve se ne frega e lo stadio si riempie di palloncini bianchi.

"Lo Scuc, sindacato cantanti ultra cinquantenni che mi rappresenta", dice Ligabue, "mi ha detto che ho diritto a una pausa, quindi tocca a voi cantare senza il cantante... Siate intonati e andate a tempo". E il pubblico regge alla grande, diretto da lui, per tre brani, finché è il turno di Tu sei lei con le ragazze che sventolano le bandane contenenti la risposta: "io sono lei".
E così, fino alla fine, con Il sale della terra, Tra palco e realtà", Certe notti... San Siro è una bolla magica fatta di suoni e di un pubblico che è pura musica.

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