Le canzoni dello Zecchino d'Oro sono una specie di istituzione. Da sempre hanno fatto cantare mezza Italia, premiando i migliori brani e aprendo un nuovo orizzonte musicale dedicato al mondo dell'infanzia.

Come un vero e proprio festival musicale, lo Zecchino è nato nel 1959, da oggi orfano del suo ideatore, Cino Tortorella morto il 23 marzo a 89 anni, da allora ha sempre riscosso tra i più piccoli un enorme successo. Negli ultimi due anni quasi 200 milioni di visualizzazioni su youtube.

Il bello delle canzoni interpretate dal coro dell'Antoniano di Bologna, sempre giocose, nostante gli adulti possano ritenerle un po' buffe, e soprattutto hanno una morale, un significato, un risvolto che in modo giocoso racconta la storia dei problemi dell'ambiente, della vita degli animali e delle avventure degli stessi bambini.

Ecco, quindi le canzoni più belle dello Zecchino d'oro, quelle più cantate e che si ricordano sempre.

Fammi crescere i denti davanti (1962 – feat. Andrea Nicolai)


Non lo faccio più (1963 – feat. Gianfranco Tonelli)

Il pinguino Belisario (1966 – feat. Daniele Conti)

Popoff (1967 – feat. Valter Brugiolo)

Volevo un gatto nero (1969 – feat. Vincenza Pastorelli)

Torero Camomillo (1968 – feat. Michele Grandolfo)

Il valzer del moscerino (1968 – feat. Cristina D’Avena)

Quarantaquattro gatti (1968 – feat. Barbara Frigo)

Il caffè della Peppina (1971 – feat. Marina D’Amici, Simonetta Gruppini)

Quel secchione di Leonardo (2013 - feat. Maria Cristina Camarda e Jacopo Golin)

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