Laura Pausini, una superstar latina

Dal 7 settembre sarà vocal coach a La Voz - Mexico

Laura Pausini – Credits: Getty Images 

Giovanni Ferrari

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La notizia che Laura Pausini sarà una dei quattro coach del talent show, La voz - Mexico, è solo l'ennesima conferma del rapporto speciale che lega la star italiana al pubblico latino.

Una storia che viene da lontano e che è iniziata così "A un anno dalla vittoria a Sanremo, la mia compagnia in Spagna mi ha proposto di cantare La solitudine in spagnolo, inviandomi un demo cantato da un corista. Mi è subito piaciuto tantissimo. Tanto che risposi: “Va bene, ma solo se mi fate fare l’intero disco”. Aveva 19 anni Laura Pausini quando con la semplicità (unita alla “sfacciataggine”) che la caratterizza, si preparava a cantare alcune delle sue canzoni in lingua spagnola, come afferma raccontandosi in una recente intervista a Detras de la Fama .

A distanza di 20 anni, possiamo dire a cosa ha portato quella scelta. E i numeri parlano chiaro. Nel 1994 il primo tour europeo (l’'European Tour 1994), nello stesso anno l’uscita di Laura Pausini (primo disco in spagnolo che rappresenta una sorta di antologia dei due dischi pubblicati in italiano), nel 1995 l’esordio nel mercato inglese e i primi successi in America Latina. Dal 1996, poi, con l’album Le cose che vivi in italiano, Las cosas que vives in spagnolo e l’edizione brasiliana (contenente tre bonus-track), la strada si è fatta sempre più chiara. In una salita di quelle che nemmeno si riescono ad immaginare.

Tanto che, poco dopo, parte il suo primo tour mondiale, il World Wide Tour 1997. La storia di Laura Pausini è una di quelle storie che dimostrano quanto la passione e la dedizione al lavoro - qualunque esso sia - possano portare a scoprire orizzonti un tempo impensabili. Dal suo sogno da bambina di fare pianobar ai mega-concerti che la portano - anno dopo anno - a solcare ogni palco del pianeta. La storia di Laura Pausini ci è anche d’aiuto per comprendere quanto conti, oggi, superare i confini del nostro Paese. E quanto ripaghi, a differenza di quanto possa sembrare in apparenza, rimanere se stessi, senza cedere a compromessi dettati da regole (più o meno comuni) di mercato. Il destino dell’album From the inside (pubblicato nel 2002 negli States), ad esempio, è emblematico. La casa discografica decide - una volta che l’album è già nei negozi - che era necessaria una svolta verso la disco-music, lanciando (contro la volontà della Pausini) il singolo d’esordio, Surrender, in versione remixata. La reazione di Laura è stata molto semplice: niente tour americano, niente più promozione. E un volo di solo andata per l’Italia.

Tutto questo per preservare la propria scrittura, il proprio stile, la propria musica. Il valore della coerenza - così osteggiato oggi, come se fosse un male rimanere fedeli a quello che si è musicalmente (e non solo) - ha portato la cantante di Solarolo a fare in modo che quel volo non fosse di solo-andata. Infatti, continuando a proporre la sua musica (che, come dice lei, è lo specchio di ciò che è diventata), è riuscita a farsi conoscere e a farsi amare in molte parti del mondo. I Grammy Awards ricevuti in questi anni ne sono una dimostrazione. Anche se forse non sono sufficienti per spiegare il fenomeno-Pausini nel mondo.

Tra tutti i mercati, quello latino ha sicuramente un significato più speciale per la Pausini. Nell’intervista sopra-citata a “Detras de la Fama”, ha affermato: "Dio mi ha dato il coraggio di volare in Messico, Cile, Argentina, Colombia, Perù. Questi paesi hanno rivoluzionato il mio modo di essere come persona, al di là dell’esito professionale. Io mi sento molto latina". 

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