I Kiss visti da vicino al party milanese di John Varvatos

I quattro in maschera a Milano per un evento fashion: Panorama.it c'era

Milano: i Kiss in passerella con lo stilista John Varvatos – Credits: ANSA

Gianni Poglio

-

L'ingresso in uno dei due grandi alberghi di piazza della Repubblica a Milano è stato memorabile. Non erano ancora le 21,30 quando dalle porte girevoli dell'hotel sono comparsi silenziosi ed elegantissimi i quattro in maschera: Paul Stanley Gene Simmons Thommy Thayer ed Eric Singer.

Il look richiama da vicino quello di uno dei loro album fondamentali, Dressed to kill, sulla cui copertina comparivano esattamente come oggi. Sono reduci dal passaggio pomeridiano in passerella targato John Varvatos, lo stilista che per la sua nuova campagna li ha voluti come testimonial. Nella hall dell'albergo scende per un attimo il silenzio. Chi sa chi sono li guarda stupito per questa entrata ad effetto, tutti gli altri rimangono senza parole davanti a quattro signori mascherati che vengono immortalati dagli smartphone dei fan. Salgono in ascensore per ripresentarsi un ora e mezzo più tardi senza il make up che li ha trasformati in leggende viventi. 

I Kiss sono la realizzazione di un concept, quello dell'uomo che diventa artista e che attraverso i costumi e la maschera si trasforma in supereroe. Sono la band che si fa brand, assurgendo così allo status di icona della cultura pop americana. Detto questo, l'evento esclusivo con la band al completo era previsto per le 23.

E così è stato. In consolle, impegnati in un viaggio nelle sonorità rock d'altri tempi, ci sono Saturnino e Paola Maugeri. Intorno alle 23 compaiono i primi due Kiss (questa volta smascherati): Paul Stanley e Tommy Thayer. Sorridenti, disponibili a farsi immortalare dai presenti. Ha più di sessant'anni Paul Stanley, il cantante, un super professionista che prende terribilmente sul serio tutto quello che fa. Sullo schermo passa un video live dei Kiss, lui si ferma lo guarda attentissimo canticchiando parola per parola il testo di una sua canzone (C'mon and love me). Si guarda e si piace Paul Stanley. Al suo fianco in questa serata a tinte fashion-rock c'è Andrea Bariselli, chef rock per Panorama.it e fondatore del sito Ricetterock.com. 

Una decina di minuti a fanno l'ingresso al party gli atri due Kiss, Gene Simmons ed Eric Singer. Una foto al volo con lo stilista e via: Simmons, cappellino da baseball e capelli sciolti, si fa strada tra i presenti stringendo mani. Senza trucco è indiscutibilmente il meno riconoscibile. Raggiungono un'area riservata, accompagnati dal manager Doc McGhee. A un certo punto parte anche I was made for lovin' you, l'inno disco rock della band. Simmons e soci sottolineano il tempo con la testa, battono il piede. Ci credono i Kiss, ci hanno sempre creduto. Questa è la ragione per cui dopo 40 anni di carriera sono ancora lì, iconici, oggi come allora, inossidabili al passaggio del tempo e dei trend. Perché quel make up e la sua aura sono andati oltre la musica. "Li ho voluti perché i Kiss sono il supereroe che c'è in ognuno di noi". Parola di John Varvatos.

© Riproduzione Riservata

Commenti