Musica

Kiss: trionfo a Verona tra coriandoli e rock and roll

La Kiss Army italiana celebra con un sold out il ritorno della band americana

Kiss

Gianni Poglio

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Era sold out ieri sera l'Arena di Verona per il ritorno in Italia dei Kiss, per la seconda volta (la prima nel 2008) nel tempio della lirica. 

Lo show inizia alle 21 con il più classico dei classici del gruppo: Detroit Rock City. Seguono Creatures of the night, Psycho Circus e Deuce.

I Kiss in concerto sono una macchina rodatissima: vanno a memoria e non tralasciano alcun dettaglio. La batteria sale verso il cielo come da copione, Gene Simmons sputa sangue come sempre e poi "vola" sul tetto del palco per l'immancabile God of Thunder.

Migliaia di smartphone lo riprendono lassù mentre canta con il sangue finto che ancora gli cola dalle labbra. La folla è "calda" quanto basta ma nell'era delle telecamere digitali una fetta consistente del pubblico è immobile e guarda lo show attraverso uno schermo. De gustibus...

Si agitano deisamente di più i quattro mascherati che ripescano in scaletta War Machine e non si fanno mancare Black Diamond e Lick it up.

Niente di nuovo: quattro accordi, tanta energia, ritornelli accattivanti, fumo, botti e megaschermi. I Kiss sono così: chi la ama, li amerà per sempre. In fondo, quello che è andato in scena ieri sera non è altro che l'ennesimo atto di devozione della Kiss Army italiana nei confonti dei suoi eroi.

Chiude lo show l'inno americano del rock and roll: Rock and roll all nite, per l'appunto. Migliaia di coriandoli piovono sui presenti e alla fine, come sempre, Paul Stanley spezza una chitarra. Il rito è compiuto.

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