Gabriele Antonucci

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Descrivere Kanye West, che oggi festeggia 40 anni, semplicemente un rapper sarebbe riduttivo. Negli ultimi dieci anni Kanye ha collaborato come designer per Nike, Louis Vuitton, Giuseppe Zanotti e Adidas, ha tenuto lezioni magistrali nelle più importanti università americane, ha finanziato due organizzazioni di volontariato e ha investito i suoi ricavi milionari in numerose iniziative imprenditoriali.

La sua relazione con Kim Kardashian, da cui ha avuto il figlio North, ha riempito le cronache rosa di tutti i tabloid, così come le sue celebri intemerate contro Taylor Swift e le sue bizzare dichiarazioni politiche, l’ultima delle quali è l’intenzione di candidarsi alle Presidenziali Usa del 2020, anche se ancora non si è capito se sotto le insegne dei repubblicani o dei democratici.

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Come tutti gli artisti di successo, Yeezy è amato e odiato allo stesso tempo, soprattutto in virtù di un carattere che non ammette mezze misure. Se esistesse una competizione mondiale per l’ego più ipertrofico dello show business, Kanye West vincerebbe la medaglia d’oro a mani basse. Non siete convinti? Ecco un esempio: “Non sono stato messo su questo pianeta per fare soldi, sono stato messo su questo pianeta per fare qualcosa di magico. Sono stato messo su questo pianeta per fare musica e arte”.

Non male, eh? E ancora: “Sono completamente pazzo, e totalmente onesto, e anche del tutto inappropriato, a volte. Ma se negassi di essere un genio starei mentendo a te e a me stesso”. Non vi basta? Eccone un’altra: “Sono come un messaggero, e Dio mi ha scelto per essere la sua voce e il suo tramite”.

Insomma, non manca di certo l’autostima a Kanye West, la cui visione artistica è un unicum nel mondo dell'hip hop. Rapper, produttore e stilista, West è indubbiamente una delle menti più geniali e creative dell’hip hop, a cui ha regalato due pietre miliari di questo genere: My Beautiful Dark Twisted Fantasy del 2010 e Yeezus del 2013.

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A conferma della eterogeneità dei suoi interessi, il blog KanyeUniverseCity.com, chiuso nel 2010, era una piazza virtuale in cui Kanye postava articoli su moda, architettura e arte contemporanea.

Nei suoi album, a partire dal controverso 808s & Heartbreak del 2008, West ha spinto in avanti i confini di un genere troppo spesso schiavo dei suoi stessi stilemi, sostituendo il rap con un cantato filtrato dal vocoder e spingendo sull’acceleratore dei suoni elettronici, lontanissimi dai caldi campionamenti soul e r&b del suo debutto The college dropout. Gli apici della sua poetica restano, però, My Beautiful Dark Twisted Fantasy del 2010 e Yeezus del 2013.

My Beautiful Dark Twisted Fantasy è passato alla storia per essere il primo ad aver ricevuto 100/100 come voto su Pitchfork, la bibbia delle recensioni musicali. Un disco opulento, scintillante e ricco di invenzioni musicali con una quantità industriale di ospiti(Jay-Z, Rihanna, Nicki Minaj, Alicia Keys, John Legend, Rick Ross, Kid Cudi, Bon Iver), di suoni e di suggestioni. Un’operazione ambiziosa, stratificata e sperimentale che, sotto l’abile regia di West, ha funzionato alla perfezione, stabilendo un nuovo standard per questo genere. L’ascolto integrale di My Beautiful Dark Twisted Fantasy è un viaggio nel futuro dell’hip hop, mai così ricco di capacità espressive.

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Nel successivo Yeezus del 2013, Kanye spariglia le carte ancora una volta. Un album folle fin dalla sua confezione: un involucro trasparente di plastica, senza titolo né nome, contenente un cd senza alcuna scritta. Se non fosse per un adesivo rosso che è stato imposto dall’etichetta, Yeezus sembrerebbe un cd vergine di cui si è smarrita la copertina. Un disco cupo e minimalista, pervaso da sinistri suoni industriali intervallati da improvvise aperture melodiche, che ha entusiasmato perfino Lou Reed. La prima volta che l’abbiamo ascoltato, siamo rimasti quanto meno perplessi; dalla terza in poi, completamente catturati.

Un album che si può amare o si può odiare, ma che non può lasciare indifferenti, tanto è ardito, avanguardistico e diverso da tutti gli altri. La terza canzone si intitola I am a god(Io sono un dio), l’album Yeezus (Gesù in slang maericano).Come se non bastasse, West ha dichiarato: “Sono come un messaggero, e Dio mi ha scelto per essere la sua voce e il suo tramite”. Peccato che in The life of Pablo, presentato in pompa magna al Madison Square Garden di New York nel corso di una sfilata/evento/performance chiamata Yeezy 3,  il miracolo non si è ripetuto.

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The life of Pablo, il settimo album del rapper-produttore-stilista, è stato da lui descritto come “il miglior album della storia". Qualche giorno dopo, Kanye ha fatto una parziale marcia indietro: "Per rispetto ad artisti come Q-Tip, Stevie, Michael, Hendrix, Pac, Marvin posso solo dire che questo è uno degli album migliori che siano stati realizzati, non il migliore in assoluto. Ci sono stati tanti musicisti che hanno avuto impatto sulla mia vita e che mi hanno reso quello che sono. E voglio fare il massimo per riuscire ad onorare questi mie idoli".

L'album, che originariamente doveva chiamarsi Swish, poi Waves, fino ad arrivare al nome definitivo, ha subito in corsa dei continui cambi di scaletta. Anche in The life of Pablo la lista delle guest star è ampia e prestigiosa: Rihanna, Frank Ocean, Chance the Rapper, Future, Kirk Franklin, Post Malone, Ty Dolla $ign, Young Thug, The-Dream e  Kid Cudi, solo per citare i principali.

A due mesi dalla sua uscita The Life of Pablo, in virtù di 99 milioni di stream negli Stati Uniti, che equivalgono a 66.000 copie fisiche, è salito fino al primo posto nella classifica Billboard 200 senza mai essere stato stampato né in cd né in vinile: non era mai accaduto prima. Decisiva, in questo senso, è stata la scelta di rendere disponibile The Life of Pablo sui principali servizi streaming  quali Spotify, Apple Music, Deezer, Rhapsody e Google Play, dopo un mese e mezzo di esclusiva Tidal. The Life of Pablo è il settimo album consecutivo di West ad arrivare in cima alla Billboard 200 dopo Late Registration, Graduation, 808s & Heartbreak, My Beautiful Dark Twisted Fantasy, Watch the Throne e Yeezus.

The life of Pablo, a nostro parere, non è a livelli dei due lavori precedenti, è eccessivamente discontinuo, ma può vantare alcuni brani straordinari come Ultralight Beam,Wolves, Father Stretch My Hands, 30 hours e No more parties in L.A. che ripagano la lunga attesa e che spiegano meglio di qualsiasi discorso perché Kanye West è il rapper più amato(e odiato) d’America.

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