Giovanni Ferrari

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I due concerti di Justin Bieber all’Unipol Arena di Bologna non sono stati semplicemente l’unico appuntamento della popstar canadese con il pubblico del nostro paese. Sono stati molto di più. La “doppietta” di Bieber è stata la dimostrazione palese di cosa può arrivare ad essere uno show dal vivo. Una sorta di metro di paragone che - quando guarderemo qualunque altro concerto pop - dovremo tenere sempre in mente. Anzi, lo faremo automaticamente, perché certe sensazioni rimangono. Che lo vogliamo o meno.

Il concerto di ieri sera è iniziato con Mark my words. Il cantante compare dall’interno di un cubo trasparente che lo eleva sopra al pubblico: gli occhi delle 15mila persone del palazzetto sono ammaliati dalla sua presenza. Mentre canta, scrive alcune frasi sulle pareti del cubo. Mark my words, appunto.

uno show spettacolare. thanks #justin! #purposetour #purposeworldtour #purposebologna

Un video pubblicato da Giovanni Ferrari (@giovanniferrar) in data:


Per tutto il live Bieber si sposta da una postazione all’altra. Prima in una gabbia poi in una piattaforma elastica che arriva fisicamente sopra al parterre. E, come era facile da prevedere, la popstar balla e si scatena mentre intona i suoi più grandi successi. Anche perché Bieber ha dalla sua un repertorio che - piaccia o meno - è facile al #1 in tutto il mondo. Where Are U Now, I’ll Show You, Boyfriend e l’ultima Cold Water sono solo alcune hit che vediamo con piacere nella prima parte dello show. Degna di nota, poi, è la versione acustica di Love Yourself. La sua presenza scenica è impressionante e catalizzante. In certi momenti il grande palco - strutturato su più piani e collegamenti - sembra ancora troppo piccolo per contenere tutto il suo movimento.

All’interno di questo Purpose World Tour non potevano mancare i brani del suo ultimo album, "Purpose" appunto. Un disco che dimostra la grande crescita del cantante e che, forse, va ad aumentare la distanza concettuale tra lui e i suoi fan.


A proposito: il pubblico è formato per lo più da ragazzine, molto attente ai balletti sexy e agli ammiccamenti del cantante, un po’ meno quando la popstar chiede silenzio e prova a fare un discorso sensato. In una recente data del Purpose World Tour, Bieber ha abbandonato il palco per qualche minuto perché le urla delle fan non gli permettevano di parlare, spiegarsi, confrontarsi. E questo è un problema. Lo sappiamo: la crescita completa di un artista si riflette anche in una parallela crescita del proprio pubblico. Ma forse l’essere un teen-idol dai grandi numeri non gli permette questo percorso di crescita condivisa. O perlomeno, la sua posizione non la rende un’operazione facile.

La parte finale del concerto è un’esplosione di colori, tra ballerini e una scenografia massiccia in più piani. Si chiude con What Do You Mean?, Baby, Purpose e Sorry. Il saluto di Bieber al pubblico italiano è “I’ll be back very soon”. E infatti, la popstar tornerà a giugno, per una data - insieme a Martin Garrix - agli I-Days, a Monza.

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