Gabriele Antonucci

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Chissà in quanti avrebbero scommesso, nel 1987, su quel ragazzo dinoccolato, vestito con l’immancabile cappellino Boy, il chiodo, i jeans sdruciti e le scarpe da basket, che cantava brani leggeri come E’ qui la festa? e Gimme five.

Trent' anni dopo, Jovanotti ha lasciato spazio a Lorenzo Cherubini, 51 anni oggi, artista e uomo maturo sposato con Francesca e con una figlia ormai grande come Teresa, che ha trovato un perfetto equilibrio tra il desiderio di divertire il pubblico, la capacità di esprimere i propri sentimenti e la voglia di lanciare messaggi importanti attraverso la musica.

Dopo il successo di Lorenzo negli stadi 2015 e del successivo Lorenzo nei Palasport, l'artista di Cortona ha annunciato le nuove date del suo tour Lorenzo Live 2018, che farà tappa da febbraio a giugno 2018 nei palazzetti dello sport di 10 città italiane con numerose repliche per ogni località “fino a prendere la residenza”, come lui stesso ha recentemente dichiarato.

“Per l’anno prossimo il mio desiderio è quello di suonare nelle città e di starci il più possibile. Quello che vorrei è suonare per giorni, con uno spettacolo di pura goduria e di condivisione totale con chi vorrà venirci a sentire! Stiamo lavorando per fare una cosa che vi e ci faccia impazzire!”.

Dieci sono le repliche già presentate a Milano dal 12 febbraio al Mediolanum Forum (12, 13, 15, 16, 18, 19, 21, 22, 24 e 25 febbraio), otto a Firenze dal 10 marzo al Nelson Mandela Forum(10, 11, 13, 14, 16, 17, 19, 20 marzo), quattro a Torino dal 3 aprile al Pala Alpitour(3, 4, 6, 7 aprile), otto a Roma dal 19 aprile al Palalottomatica di Roma (19, 20, 22, 23, 25, 26, 28, 29 aprile), 6 appuntamenti a Verona dal 15 maggio (15, 16, 18, 19, 21, 22 maggio), a cui vanno aggiunte le date di Rimini (3, 4 marzo, Rds Stadium), Bologna (13, 14 aprile, Unipol Arena), Acireale (8, 9 maggio, Pala Art Hotel), Eboli (25, 26 maggio, Palasele) e Ancona (1,2 giugno,Pala Prometeo).

Un dj di emozioni

Lorenzo è stato ed è ancora un dj, prima di dischi, oggi di emozioni. La trasversalità del pubblico dei suoi concerti, che va dall’adolescente con la fascetta di Jova al cinquantenne con la Lacoste blu, anche se non mancano bambini entusiasti e nonni che si divertivano come e più dei loro nipoti, è il diretto riflesso della sua trasversalità musicale: dai brani più recenti che pompano bassi e tastiere elettroniche tipicamente EDM alle romantiche ballad, dalle sonorità latinoamericane ai ritmi sincopati dell’hip hop, dal funky a la James Brown fino all’electropop anni Ottanta.

L'energia è il filo conduttore della carriera di Jovanotti: "Oggi quasi tutte le mie opinioni si sono radunate intorno a un nucleo molto solido dove si conserva una parola: energia-ha sottolineato Lorenzo- Alla fine l'unica cosa in cui credo è l'energia che è nelle persone e nelle cose".

L'evoluzione della sua musica

La sua musica è cresciuta insieme a lui nei 13 album che ha realizzato, dal rap a uso e consumo per le piste da ballo di Jovanotti for president a quello più consapevole di Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994, dalla world-music influenzata dai suoi continui viaggi per il mondo de L’albero e di Capo Horn al Jovanotti impegnato de Il quinto mondo.

Nel 2005 Lorenzo spariglia di nuovo le carte e torna a far ballare con l’electro-funky di Buon sangue, che mostra l’energia dei tempi migliori. Safari e Ora rappresentano i cosiddetti album della maturità, che portano Jovanotti negli stadi.

L'apice del suo eclettismo è l'ultimo album Lorenzo 2015 cc, vincitore di ben cinque dischi di platino, un vero e proprio "cloud" che si snoda attraverso 30 brani in due cd, con il secondo caratterizzato da sonorità più sperimentali, che riuniscono sotto l’alveo del pop le influenze musicali più disparate, dal funky alla dance, dal world music al pop-rock.

Il nuovo album con Rick Rubin

Il nuovo, atteso album di Jovanotti, che uscirà il 1 dicembre per la Universal e di cui ancora non è stato svelato il titolo, sarà prodotto da Rick Rubin, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni.

Non solo è la prima volta che il produttore vincitore di dieci Grammy Awards sceglie di collaborare con un artista italiano, ma è anche la prima volta che produce un artista che non canta in inglese.

"E’ inutile girarci intorno, per me è la realizzazione di un sogno che faceva parte dei sogni che pensavo rimanessero sogni per sempre” -ha dichiarato Jovanotti a margine della prima fase di produzione dell’album- "Nessun produttore nella storia dei dischi ha avuto su di me l’impatto di Rick Rubin. Quando ascoltai 'Licenced to ill' dei Beastie Boys ero un dj in piccoli locali e con quell’album ebbi un'esperienza di chiaroveggenza, vedevo il mio futuro: era confuso ma pieno di musica".

Una previsione decisamente azzeccata.

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