Musica

John Zorn riletto dagli Zion80

In scena a Milano il gruppo newyorkese che interpreta "The Book of Angels: Adramelech"

Zion80 - 4 by Justin Bias 15 febbr

Micol De Pas

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Arriva a Milano la carica irresistibile del sound degli Zion80, una band spettacolare e composta da virtuosi musicisti della scena newyorkese, pronti a raccontare una storia lunga millenni.

Zion80, il loro nome, è una citazione diretta del gruppo Egypt80 fondato e guidato da Fela Anikulapo Kuti, re indiscusso dell'afrobeat più complesso, politicizzato e socialmente impegnato. La versione degli Zion è una declinazione afrobeat della tradizione musicale ebraica. Un mix capace di parlare di ingiustizia, di cambiamento, di dialogo e di alterità. Che procede per differenze, ma mai distoniche, che intreccia la storia di due diaspore, quella ebraica e quella africana, nei ritmi e nelle musiche.

Jon Madof, ideatore del gruppo, guida i suoi musicisti lungo un percorso coinvolgente, capace di trascinare il pubblico in un viaggio infinito di citazioni, di ritmi e di musicalità contemporanee quanto antiche, tradizionali ebraiche, afro, jazz, classiche...   Si sprofonda nell'afro-semitic experience, come viene definita la loro proposta, che nel concerto milanese coinvolge anche The Book of Angels: Adramelech di John Zorn, tra momenti puramente estatici e virtuosismi jazz.

Proprio John Zorn è l'elemento di unione di molti dei componenti di Zion80, che hanno precedenteente suonato con lui, come il bassista Shanir Blumenkranz, il batterista Yuval Lion e il chitarrista e bassista Yoshie Fruchter. Jessica Laurie, sassofonista virtuosa, nota come solista ma anche come collaboratrice di Marc Ribot, Wayne Horovitz e Vinicio Capossela, Frank London dei Klezmatics insieme a Matt Darriau e Marlon Sobol completano la formazione.

Le loro acrobazie musicali, in una delle più riuscite produzioni di contaminazione culturale, vanno in scena a Milano il 15 febbraio al Teatro Manzoni per la rassegna Aperitivo in Concerto.


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