Gabriele Antonucci

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Sono passati quasi dodici anni da quel settembre 2007, quando fu annunciato un solo concerto dei Led Zeppelin all’O2 Arena Londra, il 10 dicembre 2017,  per commemorare Ahmet Ertegun, leggendario fondatore della Atlantic Records.

Oltre un milione di persone partecipò all’estrazione dei 17.000 biglietti disponibili per quello che è stato il concerto rock più ambito di sempre.

L’esibizione di Robert Plant, Jimmy Page,John Paul Jones e Jason Bonham (figlio del compianto Bonzo) fu  elettrizzante e superiore alle aspettative, decisamente migliore rispetto a quelle, piuttosto deludenti, nel 1985 in occcasione del Live Aid e nel 1988 per il concerto celebrativo dell’Atlantic Record.

Plant e Page si sono poi ritrovati insieme negli anni Novanta per incidere gli album No Quarter: Jimmy Page and Robert Plant Unledded (1994) e Walking into Clarksdale (1998), seguiti da altrettante trionfali tournee.

Il mito del Dirigibile, a trentanove anni dalla tragica morte di John “Bonzo” Bonham che ha provocato lo scioglimento della ban, non è mai tramontato, ma, anzi, è cresciuto ad ogni nuova ristampa da parte del chitarrista-manager Jimmy Page, come ha dimostrato l’entusiasmo che ha accompagnato le versioni rimasterizzate ed estese degli  album della band.

Il più importante e influente gruppo hard rock di sempre, un mix irripetibile di tecnica e potenza, originalità e feeling, edonismo ed esoterismo, viene perpetrato dal vivo da Robert Plant, definito da Rolling Stone “il più grande cantante solista di tutti i tempi”, nei suoi concerti insieme ai travolgenti Sensational Space Shifters e dal bassista e tastierista John Paul Jones, che si esibirà il 4 maggio al Torino Jazz festival (data unica italiana) nel progetto sperimentale Los Coyotes.

Il progetto Los Coyotes al Torino Jazz Festival 

Il bassista dei Led Zeppelin si esibirà per la prima volta in Italia insieme ai musicisti Anssi Karttunen Magnus Lindberg alle ore 17.30 sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi.

I Tres Coyotes come musicisti coprono un raggio d’azione vastissimo nella mappa della musica.

In un mondo dove vengono edificati muri per limitare le persone i Tres coyotes vogliono che la musica rimanga uno spazio aperto.

Anssi Karttunen è un violoncellista di talento,a suo agio con i classici e con la musica contemporanea. Magnus Lindberg è un compositore tra i più apprezzati in Europa

Il nome del gruppo è spiegato in una nota stampa: "I coyote sono animali ricchi di risorse. Si adattano in fretta all’ambiente modificato dall’uomo. E più gli uomini intervengono sul paesaggio più i coyote espandono il loro raggio d’azione. I coyote vivono in gruppo, ma possono essere solitari e individualisti. Sono esseri mitologici,sono ribelli alle convenzioni".

Le collaborazioni di John Paul Jones

John Paul Jones, all'anagrafe John Baldwin, è nato a Sidcup il 3 gennaio del 1946.

Il polistrumentista si mise in luce soprattutto nel secondo album degli Zep, dove compose alcuni dei suoi migliori giri di basso (What Is and What Should Never Be, The Lemon Song e Ramble On), e nel quarto, dove ideò il riff principale di Black Dog.

In Led Zeppelin IV Jones suonava anche il mandolino in Going to California, mentre in Houses of the Holy si divideva tra synth e basso.

Dopo lo scioglimento della band, Jones ha collaborato con musicisti del calibro di Robert Fripp, Brian Eno, Paul McCartney, Peter Gabriel, R.E.M., Foo Fighters, Ben E.King e tanti altri.

Il musicista inglese ha inciso tre album da solista (The Sporting Life nel 1994, Zooma nel 1999 e The Thunderthiefnel 2001) e ha formato alcuni anni fa il supergruppo dei Them Crooked Vultures con Josh Homme e Dave Grohl.

Jones si è esibito pochi giorni fa a Londra insieme al chitarrista Thurston Moore dei Sonic Youth e al batterista Steve Noble.

Gli altri concerti in programma al TJF

La settima edizione del Torino Jazz festival, che si terrà da venerdì 26 aprile a sabato 4 maggio con la direzione artistica di Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, quest’anno si amplierà per durata, numero di concerti e allargherà i suoi confini.

Il ricco cartellone, che propone 12 concerti a prezzi popolari e 70 appuntamenti gratuitiprevede le esibizioni di Joshua Redman, Fred Frith, Enrico Pieranunzi, Jon Balke, Randy Brecker, Bugge Wesseltoft, Kyle Eastwood, Stefano Di Battista, Eivind Aarset, Michel Portal, Arto Tuncboyaciyan, Ernst Reijseger, Jim Black, Sidsel Endresen, Deborah Carter, Don Menza, Flavio Boltro ed Enrico Rava nei teatri, nelle sale e nei club, dove l'anima del jazz più autentica si alternerà a proposte inedite.

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