Joe Satriani live: la recensione del concerto di Milano

Duo ore di grande musica al Live Club. Per veri fan della sei corde. 

Joe Satriani in concerto (Getty Images)

Michela Vecchia

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Note, poche parole, una scenografia scarna, nessun brano cantato. Due ore di musica, e non solo di tecnica, ma buona musica da ascoltare. Joe Satriani è questo. Un tutt’uno con la sua chitarra, estensione delle sue braccia, che produce piacere per le orecchie. Le parole non servono, perché le parole si snodano sulle note della sua chitarra, e i brividi scendono lungo la schiena. Non è virtuosismo, non bisogna pensare a un album di Satriani come a qualcosa che si possa ascoltare solo per amore della tecnica, non è per pochi eletti adepti delle sei corde.

Satriani parla la lingua del mondo e lo fa tramite le sue dita che sfiorano veloci i tasti della sua chitarra. È un tripudio di note che ti porta lontano, che ti permette di viaggiare in qualunque dimensione, perché la sua musica non è contestualizzata, è aperta a tutti. Nel 1987 sulla cover del suo secondo album Surfing With The Alien appariva Silver Surfer, il supereroe creato dalla Marvel Comics, l’Araldo di Galactus che vola nello spazio cosmico. Ed è con lui che da quasi venticinque anni viaggiamo sulle note della sua sei corde. Fino ad approdare all’ultimo sforzo discografico,  Unstoppable Momentum, undici brani registrati con una nuova studio band (Vinnie Colaiuta alla batteria, Chris Chaney al basso e Mike Keneally alle tastiere) e prodotto da Mike Fraser (AC/DC). Al Live Club di Trezzo d’Adda (una delle sei date in Italia) Joe ha accolto il suo pubblico con la classica divisa, occhiali neri, maglietta nera e tante chitarre dalle tracolla colorate, disegnate da lui stesso.

Oltre due ore di concerto, accompagnato al basso da Bryan Beller, alla chitarra e tastiere da  Mike Keneally (già presente nelle registrazioni in studio) e alla batteria da Marco Minnemann. Poche parole, tra cui spicca e fa sorridere tutti l’esclamazione 'Mi chiamo Giuseppe Satriani!'. Il feeling che ha con il suo pubblico nasce proprio dalla sua musica e dall’energia che sprigiona, poche altre parole interromperanno il flusso di note, quasi “stonassero” nel contesto globale. Unstoppable Momentum viene  eseguito pressoché per intero, contiene brani veloci come Shine On American Dreamer, dove le immagini di una strada proiettata sullo schermo accompagnano la musica, ma anche brani dai refrain orecchiabili che ritornano più volte nel pezzo come in Three Sheets To The Wind introdotto alle tastiere da Keneally, e come A Door Into Summer primo singolo estratto. La title track è nel perfetto stile “Satriani”, un pattern ripetuto su cui Joe può costruire la sua linea melodica e viene suonata tra i primi brani, subito dopo la celebre Flying In A Blue Dream, dove una nota lunghissima ci fa prendere il volo. Non mancano i pezzi che l’hanno reso famoso come Satch Boogie, la dolcissima Always With Me, Always With You e l’immancabile Surfing With The Alien, con la quale Joe e la sua band salutano il pubblico per poi tornare sul palco richiamati dai lunghi applausi. E lo fanno alla grande, con Crowd Chant in cui è il pubblico a farla da sovrano e a cantare finalmente le note suonate da Joe. Summer Song in dirittura d’arrivo, ed è l’apoteosi. Ma prima di congedarsi Joe regala ai suoi fan un ultimo gioiello, Rubina, dedicata all'amatissima moglie. Il Live pian piano si svuota, ora si può tornare a casa immaginando di volare su una tavola argentata. Perché Satriani è libertà di pensiero e  di immaginazione.

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