Gabriele Antonucci

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Il cappello con le corna, le scattanti movenze da breaker e l’inconfondibile voce “wonderiana” hanno reso Jay Kay, leader dei Jamiroquai, una delle figure più iconiche e riconoscibili della scena inglese degli ultimi 25 anni, oltre che tra le più amate dai tabloid per le sue bizze, per le sue numerose conquiste femminili e per la sua passione per Ferrari e Lamborghini.

Lo storytelling intorno al frontman della band inglese, però, tende spesso a sottovalutare due elementi fondamentali, che abbiamo più volte apprezzato dal vivo: la versatilità della voce e la sua generosità dal vivo, da grande professionista che ama e rispetta il suo pubblico.

Per questo, dopo il successo dei due concerti a Firenze e a Milano, è imperdibile l'unica data italiana dei Jamiroquai il 10 luglio 2018 a Mantova (Piazza Sordello).

I biglietti per il concerto andranno in vendita a partire dalle ore 10.00 di venerdì 15 dicembre 2017 su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

Una delle maggiori sfide per un artista è quella di evolversi stilisticamente, senza però scontentare troppo i fan della prima ora, catturati da un determinato tipo di sound.

Le sonorità di Automaton, ultimo album dei Jamiroquai publivato il 31 marzo, sono più elettroniche e contemporanee rispetto al funky/disco al quale ci ha abituato negli ultimi anni, ma non è cambiato il feeling e il groove della sua musica, con uno stile electrofunk, debitore dei primi album di Afrika Bambaataa, Kraftwerk e Giorgio Moroder, che guarda decisamente al futuro.

Emblematico, nel video, il momento in cui Jason Kay, che indossa un futuristico casco luminoso con delle punte semoventi, ritrova il suo cappello del 2010 e lo guarda con stupore, quasi per affrancarsi dal suo passato analogico e dare una svolta radicale al suo sound.

Il primo singolo Automaton ha diviso in due i fan: chi (tra cui noi) ne è rimasto entusiasta, trovandolo che la cura ricostituente di sintetizzatori sia la naturale evoluzione del suo sound e chi si è lamentato per la mancanza di quegli elementi tipici che hanno permesso a Jason Kay e soci di vendere oltre 26 milioni di album: chitarra funky, un basso clamoroso, archi barocchi, cori black, e, soprattutto, tanto groove e “pancia”.

Tutti elementi che abbiamo ritrovato nel secondo, irresistibile singolo Cloud 9 (che in italiano potremmo tradurre "essere al settimo cielo"), nel cui video Jason Kay torna al suo amore per le auto d'epoca, guidando una splendida Ferrari Gto d'epoca,uno dei modelli più esclusivi tra quelli prodotto dalla casa del Cavallino.

Altrettanto splendida è l'attrice Monica Cruz, sorella minore di Penelope, che balla con il cantante, sempre agilissimo nelle sue caratteristiche movenze, in un locale dalla soffuse luci rosa.

Un brano che ci riporta con la mente agli anni Novanta, periodo in cui, mentre il grunge dominava la scena rock con gruppi come Nirvana, Soundgarden e Pearl Jam, in Inghilterra scoppiava il boom dell’acid jazz, trascinato da Jamiroquai, Incognito e Brand New Heavies, felice incontro tra il calore del soul, l’energia del funky e il virtuosismo del jazz, in cui i fiati, il basso e la chitarra hanno un ruolo centrale.

Una musica coinvolgente, ballabile ed emozionante, in grado di mettere d’accordo almeno due generazioni, soprattutto chi ha amato il funky degli anni Settanta.

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