Gabriele Antonucci

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Tutto è iniziato con i video registrati nella sua stanzetta e diventati virali su Youtube, poi sono arrivati gli apprezzamenti di mostri sacri del jazz come Herbie Hancock, Pat Metheny, Chick Corea e Quincy Jones (che, dopo averlo definito "un genio assoluto", lo ha preso sotto la sua ala protettiva), fino alla vittoria di 2 Grammy Awards nel 2017 per il suo album di debutto In my room e un tour mondiale di due anni all’insegna del sold out.

Questa, in estrema sintesi, la folgorante parabola artistica del londinese Jacob Collier, 23 anni (anche se ha l’aspetto di un sedicenne) e un talento fuori dal comune, che chiuderà il suo lungo tour mondiale il 18 dicembre al Monk di Roma, unica data italiana, per rendere omaggio all’Italia, che lo ha subito accolto con grande affetto, e in particolare alla capitale, da lui molto amata.

Collier è diventato una celebrità su Youtube grazie ai suoi sorprendenti e cliccatissimi video casalinghi in cui cantava, arrangiava, armonizzava e suonava tutti gli strumenti da solo: pianoforte, tastiere, chitarra, basso, contrabasso, batteria e percussioni. 

Una sorta di one man band, dove il virtuosismo non è mai fine a se stesso, ma sempre al servizio delle canzoni e delle emozioni che è in grado di trasmettere con sorprendente naturalezza, come può confermare chi l’ha visto dal vivo,  grazie anche all'ausilio di un sofisticato impianto audio-video progettato in collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston.

Esperienza che ha riversato, con grande efficacia, nel suo album di debutto In my room, pubblicato nel 2016 dalla Qwest Records, l'etichetta di Quincy Jones.

Negli undici brani della setlist troviamo solo tre cover, In my room dei Beach Boys, You and I di Stevie Wonder(suo nume tutelare) e la divertente sigla dei Flinstones.

Il disco, a pochi giorni dalla sua uscita, è schizzato al primo posto delle classifiche Jazz in ben 22 nazioni tra cui Usa, Italia, Australia, Israele, Russia, Germania, Sud Africa, Francia e Portogallo.

L'inizio è scoppiettante, con la percussiva e wonderiana Wake up today, caratterizzata da continui stop and go e da cambi di ritmo di gusto tipicamente fusion, un saggio di bravura che lascia a bocca aperta.

Davvero straordinaria la cover di In my room, uno dei brani più emozionanti dei Beach Boys, con pattern registrati a scandire il ritmo cadenzato del brano, in cui tutte le armonie vocali in stile Take 6 sono realizzate dallo stesso Collier.

La ballad Hideaway consente al cantante di mettere in primo piano la sua splendida voce, perfetta nel registro medio quanto nel falsetto angelico.

Nelle note di copertina del disco il primo ringraziamento del talento inglese va a Stevie Wonder, omaggiato da una maiuscola interpretazione di You and I, premiata con un Grammy per Best Arrangement, Instrumental or A Cappella, canzone di enorme difficoltà che Collier esegue con la naturalezza e con il pathos di un cantante di lungo corso.

Il momento più coinvolgente dell'album è il trascinante funk di Saviour, un brano che ricorda lo stile Seventies e al tempo stesso innovativo di Prince e D'Angelo.

Divertentissima la cover della sigla dei Flinstones, con armonie vocali in stile Manhattan Transfer eseguite solo da Jacob attraverso le sovraincisioni, che gli è valsa il secondo Grammy Award come Best Arrangement, Instruments and Vocals.

Collier ha recentemente registrato alcune tracce del film di animazione della DreamWorks Boss baby, con la colonna sonora del leggendario Hans Zimmer, e si è esibito sul prestigioso palco del Coachella 2017 insieme allo stesso Hans Zimmer e a Pharrell Williams.

Il giovane artista inglese, grazie alle sue qualità vocali e strumentali, ha tutti i mezzi per lasciare un'impronta importante nel pop-jazz dei prossimi 30 anni.

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