Musica

Intervista a The Andrè, l'artista che fa rivivere la voce di Faber

Tutto era iniziato per scherzo con qualche video su Youtube, adesso gira i festival con il suo spettacolo dal vivo. Lo abbiamo incontrato

theandre

Matteo Politanò

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Al Festival Goa Boa 2018 di Genova c'è stato un momento che ha lasciato tanti a bocca aperta. Nel secondo palco, quello più defilato che ospitava gli artisti emergenti, un'esibizione ha attirato l'attenzione più di altre. Il marchio di voce del ragazzo salito sul palco era inequivocabile. Una voce come quella non si può confondere, tanto meno a Genova. Era profonda, era da brivido, era la voce di Faber.

Un'imitazione perfetta che ha attirato l'attenzione di tanti su The André, artista che canta cover e adatta canzoni moderne alla voce di Faber. Tutto era nato per scherzo, pubblicando su Youtube le rivisitazioni di canzoni trap e indie attuali. Il seguito, le richieste e i consensi hanno però trasformato l'hobby del ragazzo in una vera e propria avventura discografica. Lo abbiamo incontrato poco prima del concerto genovese, tappa del tour che durante l'estate lo vedrà protagonista in diversi festival italiani.

Cosa è successo in questi mesi?

"Tutto è iniziato quando ho pubblicato su Youtube il primo brano cantato con la voce di Faber. Erano le serate in cui la Rai stava mandando in onda la fiction su di lui quindi c'era molta attenzione sull'argomento, anche sui social. Da quel momento il pubblico è iniziato a crescere senza sosta e sono arrivate richieste per spettacoli dal vivo. Io ero scettico, pensavo che la mia idea potesse funzionare solo sul web. Tuttavia ho voluto provare lo stesso ad esibirmi ed è stato il cambiamento più grande: con il pubblico si è creato un rapporto che aveva senso, loro rispondevano, c'era entusiasmo".

Come hai imparato ad imitare così bene la sua voce?

"Ho ascoltato talmente tanto De André da iniziare a cantarlo sempre, nella mia stanza e nella mia testa. Questo mi ha portato a cogliere tutte le sfumature del suo timbo vocale, il resto è stato allenamento. Ho iniziato a fare questa cosa per scherzo con un amico, il passo decisivo è stato caricare una traccia su Youtube. Adesso stiamo navigando a vista, ogni mese succede qualcosa di nuovo e noi ci stiamo divertendo. L'unica cosa che mi preme sottolineare è che non voglio offendere nessuno con le mie cover, io sono cresciuto con la musica di De Andrè!"

Perché canti con cappuccio e occhiali senza mostrarti?

"Diciamo che ho molto piacere a conservare la mia privacy. Credo inoltre che parte del gioco sia proprio il non vedere, il guardare con le orecchie, il sentire una voce che somiglia a... Non sto facendo un progetto alla Liberato per capirci, il mio vuole essere prima di tutto un tributo a Fabrizio"

Come hai pensato lo spettacolo dal vivo?

"Inizialmente facevo live molto brevi. Con il tempo abbiamo preparato mini sketch, introduttivi e narrativi, per spiegare anche come nascono le canzoni e lo studio che c'è stato. È uno show in divenire che si evolve data dopo data"

Perché hai scelto il genere trap per le tue cover?

"È stato casuale. Un'amica che insegna ai ragazzini delle medie mi ha segnalato la musica che ascoltano i suoi alunni. Sono rimasto sbalordito, la trap è forse il genere musicale in assoluto più distante da Faber, tuttavia il timbro e l'interpretazone sono in grado di spostare l'attenzione con un risultato inaspettato..."

Hai avuto modo di conoscere qualcuno dei rapper che hai preso di mira?

"A dire il vero l'unico che ho incontrato è stato Guè Pequeno. Lui stava presentando il suo libro, io ho cantato la cover di "Scooteroni". Mi ha stretto la mano con particolare energia, chissà se gli è piaciuta..."

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