Musica

Le Luci Della Centrale Elettrica: dalla Provincia alla Terra (e ritorno)

Intervista a Vasco Brondi, tra album nuovo e tour in partenza

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Cristina Marinoni

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"È il pianeta sul quale viviamo, l'esclamazione dei naviganti quando avvistano l'approdo, la superficie che calpestiamo": l'album si intitola Terra perché è una parola ricca di significati". Vasco Brondi introduce così il quarto disco inedito (pubblicato da La Tempesta) de Le Luci Della Centrale Elettrica, progetto che ha creato nel 2007.

Se il cantautore cresciuto a Ferrara, classe 1984, continua a trarre ispirazione da maestri come Fabrizio De André, Rino Gaetano e Francesco De Gregori, nelle dieci tracce inedite va alla ricerca di ritmi nuovi, recuperati da tradizioni vicine e lontane. "Non esiste mezzo di trasporto più veloce della musica: bastano pochi secondi a trasferirti a migliaia di chilometri" spiega.

Canti popolari dei Balcani e scale arabe, tamburi africani e melodie dell’Emilia: il cd è una miscela di culture.

"Di etnie, direi. Che si fondono in una sola, a rappresentare l'Italia attuale: la nostra identità è in transizione, credo sia evidente, ormai".

Lei quanto è cambiato, rispetto agli inizi?

"Mi sono messo a studiare musica, vado sempre alla ricerca di spunti che stimolino idee diverse, guardo avanti. Mi piace sperimentare e muovermi; però, al tempo stesso, le mie radici affondano nel piccolo mondo da cui provengo e la mia base resta lì. Ecco perché mi ritrovo ancora nel nome Le Luci della Centra Elettrica, che avevo scelto da ragazzo. L'illuminazione della Montedison di Ferrara per molti era un posto anonimo, mentre a me sembrava Las Vegas: non perso lo sguardo meravigliato davanti alle piccole cose".

Oltre al disco, Terra contiene un vero e proprio diario.

"L'ho chiamato La grandiosa autostrada dei ripensamenti: racconta il lavoro che ha prodotto queste canzoni e i miei viaggi recenti. Dopo l'ultima serie di concerti avevo bisogno di staccare da tutto e ho raggiunto i luoghi più dispersi, da Ginostra alle Azzorre".

È pronto a tornare on the road? Il 16 marzo (all'Astro Club di Fontanafredda, Pordenone, ndr) comincerà il tour.

"Sì, perché suonare dal vivo questo disco è una sfida entusiasmante: la componente ritmica è fortissima e richiede grande impegno, oltre che elementi nuovi. Sul palco saremo cinque, ma faremo un sacco di cose".

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