Musica

I 10 concerti jazz di fine anno da non perdere

Da Stanley Clarke e Diane Reeves a Dee Dee Bridgewater fino all'orchestra swing di Glenn Miller, passando per il crooner Anthony Strong

Dee Dee Bridgewater

Gabriele Antonucci

-

Terminata la stagione dei concerti all’aperto, il jazz torna ora nei luoghi  più congeniali, i teatri e i club. Quest’ultimi, in particolare, sono state per anni le palestre dove si sono formati i più grandi jazzisti del passato, locali spesso equivoci, ma nei quali si respirava un senso di libertà che si rifletteva  nelle infuocate jam session che si prolungavano fino alle prime ore del mattino.

Oggi il jazz ha perso quasi completamente la sua carica sovversiva, ma non la sua libertà nel dar vita a forme e a strutture musicali in costante mutazione, in un ponte spazio-temporale tra tradizione e innovazione. Vi proponiamo qui i dieci concerti jazz da non perdere da adesso fino alla fine dell’anno, una classifica che potrebbe subire variazioni non appena verrà svelato il programma di Umbria Jazz Winter, versione invernale del più importante festival jazz italiano, che si svolgerà ad Orvieto negli ultimi giorni del 2014.


 

1) Concerto per Kenny Wheeler (1 novembre, Sala Concerti della Società della Contrada della Lupa di Siena). Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Franco D’Andrea, Rita Marcotulli, Ada Montellanico, Maria Pia De Vito, Ares Tavolazzi, Giovanni Falzone e Aldo Bassi sono solo alcuni dei numerosi artisti che si ritroveranno a Siena per rendere omaggio al compianto Kenny Wheeler, scomparso pochi giorni fa, un  artista  che ha segnato una svolta nel panorama jazz mondiale. Il ricavato dei biglietti sarà devoluto a sua moglie  Doreen. Durante la giornata si terrà la prima assemblea nazionale della neonata Associazione di Musicisti di jazz MIdj, che vanta al suo interno una folta schiera di artisti,  dai grandi nomi del jazz italiano fino alle giovani realtà.

2) Stanley Clarke (30 e 31 ottobre, Blue Note di Milano). Se amate il suono profondo e avvolgente del basso non potete perdere il concerto di Stanley Clarke, vincitore di quattro Grammy Award, uno dei pochissimi musicisti ad aver avuto successo sia con il basso tradizionale che con quello elettrico. Clarke è stato il cofondatore della superband Return to Forever, insieme a Chick Corea e Lenny White, oltre che autore di sessanta colonne sonore per cinema e  televisione. Clarke ha collaborato in carriera con Quincy Jones, Stan Getz, Art Blakey, Paul McCartney e Keith Richards, solo per citare alcuni dei grandi artisti con i quali ha suonato.

3) John Scofield Trio (21 e 22 ottobre, Blue Note di Milano): Non è da tutti suonare per tre anni fianco a fianco con un’icona del jazz come Miles Davis, dal 1982 al 1985, durante il periodo jazz-funk del grande trombettista. John Scofield è un virtuoso della chitarra che spazia con naturalezza dal blues al jazz, dal funky fino alle pietre miliari di Miles Davis, supportato da un affiatato trio, con Steve Swallow basso e Bill Stewart alla batteria.Tra le sue ultime produzioni spicca nel 2005 l’album That's What I Say: John Scofield Plays the Music of Ray Charles, caloroso omaggio all’arte di The Genius.

4)Marc Ribot Trio (13 novembre, Nuovo Eden di Brescia): Musicista eclettico, icona della musica d’avanguardia contemporanea, Marc Ribot sa spaziare con la sua chitarra dal jazz al punk, dalla musica cubana alle composizioni di Scelsi. E’ suo uno dei migliori album jazz del 2014, Live at Village Vanguard, registrato nel leggendario locale del Greenwich Village insieme all’esperto bassista Henry Grimes e al batterista Chad Taylor.

5) Dave Holland e Kenny Baron (14 novembre, Auditorium Parco della Musica di Roma). Sessant’anni di carriera per Baron, cinquanta per Holland. Numeri che, da soli, rendono l’eccezionalità di questo incontro tra due giganti del jazz. Pianista, compositore, arrangiatore e insegnante americano, Baron ha fatto dell’eleganza e della cantabilità la sua cifra stilistica, senza rinunciare a improvvise cavalcate ritmiche. Il contrabbassista inglese Dave Holland, fortemente voluto da Miles Davis nei suoi primi dischi jazz-rock, è tornato successivamente a privilegiare le atmosfere acustiche, aggiudicandosi numerosi Grammy con il suo Dave Holland Quintet.

6) Joe Lovano e Dave Douglas (18 novembre, Auditorium Parco della Musica di Roma): Joe Lovano e Dave Douglas sono due fuoriclasse del sax e della tromba. Due artisti dalle personalità molto spiccate, che ad ogni loro incontro danno vita a una musica energica, elegante, contraddistinta da virtuosismi felicemente finalizzati alla piena espressività. Un duo stellare che presenterà un affascinante tributo a Wayne Shorter, con le sue composizioni arrangiate per questo progetto, ma anche con brani originali.


7) Dee Dee Bridgewater(25 novembre, Auditorium Parco della Musica di Roma): Negli ultimi anni, un po’ troppo frettolosamente, è stata attribuita l’etichetta di nuove regine del jazz ad alcune cantanti le cui doti fisiche sopravanzano di gran lunga quelle artistiche. Chi non ha mai avuto bisogno di pose da vamp o di video patinati è Dee Dee Bridgewater, che nel corso della sua lunga e fortunata carriera ha dimostrato di essere la vera erede delle “signore del jazz” quali Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Dinah Washington. La Bridgewater è riuscita ancora una volta a superarsi nello splendido album Eleanora Fagan: To Billie with love from Dee Dee Bridgewater,  premiato con un Grammy Award, in cui omaggia in modo personale e al tempo stesso rispettoso le canzoni più famose di Billie Holiday.


8) Anthony Strong (28 novembre, Auditorium Parco della Musica di Roma):Da qualche anno lo swing , con il suo inconfondibile ritmo pulsante ed elastico,  è tornato prepotentemente di moda, fino a conquistare i vertici delle classifiche  Dopo gli exploit di Michael Bublè e di Jamie Cullum, oggi è la volta di Antohny Strong. Inglese di Croydon, trent’ anni, look sempre impeccabile,  Strong è stato descritto da Rod Stewart “assolutamente strabiliante” per le sue doti di cantante, pianista e arrangiatore. Dopo due dischi autoprodotti, Guaranteed!  del 2009 e Delovely del 2011, l’artista è stato messo sotto contratto dalla Naïve, la stessa casa discografica di Adele e di Carla Bruni, per la realizzazione del suo primo album realizzato con un’orchestra, l’eccellente Stepping out.


 9) Diane Reeves (1 novembre, Blue Note di Milano). Vincitrice di quattro Grammy Award, Diane Reeves, una delle migliori vocalist internazionali, è l’unica cantante ad aver vinto il Grammy per quattro dischi consecutivi nella categoria “migliore performance jazz vocale”. La cantante ha appena pubblicato per la Concord Records l’ultimo album Beautiful Life. La sua versatilità, insieme agli eccellenti mezzi vocali ed espressivi di cui dispone, le permettono di passare con naturalezza dal jazz al rhythm’n’blues, fino al pop più sofisticato, regalando sempre grandi emozioni agli ascoltatori.


10) Glenn Miller Orchestra (13 dicembre, Teatro Geox di Padova): The History of Big Bands è il titolo del nuovo spettacolo della Glenn Miller Orchestra, che nasce e si sviluppa come un vero e proprio tributo a un'epoca e ai protagonisti di quella musica che ha fatto innamorare il mondo. Con questo show l'ensemble jazz e swing più famoso al mondo fa rivivere il mito di una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento, Glenn Miller, fondatore nel 1938 dell'omonima orchestra, tragicamente scomparso con il suo aereo nel 1944 sul Canale della Manica. .L'attuale ensemble, capeggiato dal musicista, compositore e direttore d'orchestra Will Salden, ripropone il sound dell'epoca, eseguendo anche tributi ad altri importanti direttori d'orchestra.


 

 

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Le 25 migliori canzoni del 2014 - La classifica definitiva

I brani che hanno lasciato il segno a un mese dalla fine dell'anno: U2, Vasco, Pharrell Williams, Pink Floyd, Hozier e gli eterni Ac-Dc

Commenti