Gabriele Antonucci

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Dopo il live di Lady Gaga al Forum di Assago, Milano è pronta ad accogliere, sempre al Mediolanum Forum, un altro dei concerti più attesi del 2018, con le due date invernali, il 27 e il 29 gennaio, dei Depeche Mode, che continuano a riempire gli stadi e i palasport con il loro fortunatissimo Global Spirit Tour (la band si esibirà anche il 2 luglio 2018 al Collisioni Festival di Barolo).

C’erano una volta il rock e l’elettronica, due mondi a parte con propri codici e stilemi. Nessuna possibilità di compromesso o di ambiguità: o abbracciavi l’uno o seguivi l’altra.

I primi a infrangere queste barriere e a unire con la loro musica pubblici completamente diversi sono stati i Depeche Mode.

Il trio di Basildon, formato da Dave Gahan, Martin Gore e Andy "Fletch" Fletcher (Vince Clarke lasciò subito il gruppo per fondare gli Yazoo) è da trentasette anni sulla cresta dell’onda, nonostante i litigi interni e i ben noti problemi di droga e di depressione del frontman, che nel 1996 ha tentato perfino il suicidio.

Il 2017 è stato un anno eccezionale per i Depeche Mode: dopo il successo del tour estivo negli stadi, la band sta facendo il tutto esaurito nelle arene e negli anfiteatri di tutta Europa.

Il Global Spirit tour dei Depeche Mode è iniziato il 5 maggio in occasione del 14esimo album, Spirit, pubblicato da Columbia Records il 17 marzo 2017.

L’album ha scalato le classifiche di fan e critica, posizionandosi nella Top 10 in 15 diversi paesi, e nella Top 5 negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Spirit ha richiesto due anni di lavoro tra Santa Barbara e New York con il nuovo produttore James Ford, già collaboratore di Florence & The Machine, Arctic Monkeys, Mumford & Sons e membro dei Last Shadow Puppets.

Dave Gahan l'ha descritto come un disco"provocante ed energizzante, più sexy del precedente Delta Machine e pervaso da un senso edificante. Suona in modo incredibile, ne siamo davvero fieri".

Lo show del Global Spirit Tour prevede due ore di concerto con 22 brani, in una scaletta con un perfetto mix tra passato e presente.

La canzone più vecchia, tra quelle eseguite dal tiro di Basildon, è Everything counts del 1983, fino ad arrivare al 2017 con cinque brani estratti dal recente Spirit, a cui è affidata l'apertura del concerto con i brani Going Backwards e So Much Love.

Ecco le dieci canzoni che hanno fatto la storia dei Depeche Mode, in ordine cronologico. Una piccola parte dei tesori che ci ha regalato una delle band più importanti degli ultimi quarant'anni, in grado di influenzare decine di artisti electropop di oggi.


1) I just can’t get enough (1981)

Irresistibile quanto semplice brano dance, avversato dai fan del periodo più dark dei Depeche Mode. I just can’t get enough è ancora oggi una hit contagiosa, in grado di risollevare qualsiasi party e di incendiare le grandi arene all’aperto. Un concentrato di buonumore.


2) Everything counts (1983)

Il brano, che bacchetta marketing e capitalismo,  segna la svolta dalle tastiere pop agli algidi suoni industriali, che negli anni successivi diventeranno uno dei marchi di fabbrica dei Depeche Mode.


3) People are people (1984)

Usata recentemente per lo spot di una nota marca automobilistica, People are people parla dei pregiudizi contro le persone di un'altra razza. Una canzone che fa muovere le gambe e il cervello.


4) Somebody (1984)

Un suggestivo battito cardiaco introduce questa magnifica ballad, cantata da un Martin Gore in stato di grazia, il cui testo, malinconico e romantico, sarebbe in grado di sciogliere perfino un iceberg. Un piccolo, grande capolavoro.


5) Stripped (1986)

La traccia numero 7 di Black Celebration è uno dei brani più amati dai fan dei Depeche Mode per le sue atmosfere cupe ed epiche al tempo stesso, per il suo testo onirico e per il suo messaggio anti-materialistico celato all’interno di una canzone (apparentemente) d’amore.  Il ritornello "Lascia che ti veda nuda fino all'osso" è un invito a ricercare la purezza e l’essenza delle cose.


6) Strangelove (1987)

Gli amori non convenzionali sono una costante della produzione del trio inglese. Strangelove ne è uno degli esempi più fulgidi.


7) Personal Jesus (1990)

Violator è considerato universalmente il capolavoro dei Depeche Mode, oltre ad essere il loro album che ha venduto di più. Il primo singolo estratto è stato Personal Jesus, accusato di blasfemia, il cui testo fu ispirato dalla lettura del libro Elvis and me di Priscilla Presley.« È una canzone relativa  all'essere importante come Gesù per qualcuno – ha sottolineato Martin Gore- qualcuno che ti dia speranza e importanza».


8) Enjoy the silence (1990)

Il secondo singolo di Violator è ancora oggi uno dei brani più amati dai fan dei Depeche Mode, grazie anche all’indimenticabile video diretto da Anton Corbijn, protagonista Dave Gahan  travestito da re e con in mano una sdraio, iconografia ispirata al Piccolo principe di Antoine De Saint-Exupery. L'idea di Corbijn era quella di mostrare un  re che possedeva tutto, ma che in realtà cercava solo un posto dove riposarsi.


9) I feel you (1993)

Primo singolo estratto dell'album Songs of Faith and Devotion, la canzone ebbe più successo in America che in Inghilterra. Assieme a Condemnation, I feel you è uno dei brani preferiti da David Gahan.


10) Precious (2005)

Nel 2003 i Depeche Mode presero una pausa per un breve periodo a causa degli impegni solisti, ma nel 2005 l’album Touring the Angel segnò l’ennesima resurrezione del terzetto di Basildon. Le parole della canzone, scritte da Martin Lee Gore, raccontano la difficile situazione familiare dei suoi figli e il divorzio.

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