Hurricane, la vera storia del brano di Dylan per Rubin Carter

Come nacque il capolavoro dedicato al pugile incarcerato ingiustamente per 19 anni

Rubin Carter "Hurricane" – Credits: Getty Images 

Gianni Poglio

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Quella del pugile ribattezzato Hurricane è una storia che si intreccia inevitabilmente con la musica di Bob Dylan. Arrestato con un altro uomo, John Artis, con l'accusa di triplice omicidio durante una rapina al Lafayette Grill di Peterson, in New Jersey, Rubin Carter (morto ieri) si proclamò da subito innocente ed estraneo ai fatti. Era il 1966. 

Dylan gli fece visita in carcere nel 1975 andandolo a trovare nella Rahway State Prison di Woodbridge, New Jersey. Il cantautore era rimasto impressionato dalla lettura di The 16th Round, l'autobiografia scritta in carcere da Carter.

Poco dopo iniziò a scrivere i versi e la musica di quella che sarebbe diventata Hurricane (video ). La prima stesura non convinse la casa discografica che temeva ripercussioni legali per il testo. Dylan reincise dunque il brano composto da lui stesso e dall'autore e regista teatrale Jacques Levy. Qualche giorno dopo la visita in carcere, Dylan suonò al Madison Square Garden di New York, raccogliendo 100 mila dollari da devolvere agli avvocati difensori del pugile rimasto in prigione 19 anni prima di essere risconosciuto innocente. 

Hurricane è inclusa nell'album di Dylan intitolato Desire. Sulla nascita della canzone Levy ha spiegato che "le parole vennero scritte con un criterio cinematografico, come se si trattasse di una storia raccontata per lo script di un film: "Pistol shots ring out in the bar-room night..."

 
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