Musica

Hozier: la malinconia ritorna in classifica

La sua "Take me to church" è stata la canzone più ascoltata e condivisa del 2014 su Spotify - L'esibizione a "Che tempo che fa"

Hozier

Gabriele Antonucci

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Si può, nel 2015, arrivare ai vertici delle classifiche internazionali senza proporre un brano pop-dance allegro, radiofonico, a uso e consumo dei teenager? A giudicare dal successo mondiale di Take me to church di Hozier, la risposta è affermativa.

Il cantautore irlandese, 24 anni, alto due metri, capelli e barba lunga, magrissimo, rappresenta un’oasi di speranza per tutti quei giovani artisti che non vogliono scendere a compromessi per far distribuire la loro musica e che non hanno un talent show alle spalle per lanciare la loro carriera.

Hozier, ospite di Fabio Fazio ieri sera a Che tempo che fa, ha strappato applausi con una intensissima versione del suo brano di maggior successo.

La malinconica Take me to church è ancora prima in classifica in Italia, dove è stata certificata doppio disco di platino, ma soprattutto è stata la canzone più ascoltata e condivisa del 2014 su Spotify, rendendo Hozier la prima superstar consacrata dallo streaming.

Merito anche dello scioccante video del brano, diretto da Brendan Canty, che critica aspramente la repressione delle persone omosessuali in Russia. Così Take me to church è stato adottato dalla comunità LGBT come inno universale contro l'intolleranza. Il significato della canzone l'ha spiegato lo stesso Hozier: "Sessualità e orientamento sessuale sono cose naturali. Un atto sessuale è una delle cose più umane che ci siano. La canzone è sull'affermare se stessi e rivendicare la propria umanità attraverso un atto d'amore".

La sua musica è stata definita “indie-gospel”, ma a disconoscere questa etichetta ci ha pensato lo stesso cantautore, che ha sottolineato. “Non amo le etichette, voglio solo scrivere canzoni. Non pensavo che Take me to curch avrebbe avuto questo successo: non era stata scritta per arrivare alle masse”.

Hozier ha citato come sue fonti di ispirazione musicale “il blues e il soul mentre, per i testi, i grandi poeti irlandesi del passato”, riallacciandosi così al filone del rock colto di Lou Reed e di Morrissey.

Il 13 gennaio è uscito in Italia, dopo il successo avuto negli Usa, il suo album di debutto Hozier, prodotto dallo specialista Rob Kirwan, che ha già curato gli album di Depeche Mode, Editors e PJ Harvey.

Questa la tracklist del disco: Take Me to Church, Angel of Small Death and the Codeine Scene, Jackie and Wilson, Someone New, To Be Alone, From Eden, In a Week, Sedated, Work Song, Like Real People Do, It Will Come Back, Foreigner’s God, Cherry Wine (Live).

Nel 2015 l’artista irlandese sarà chiamato a un tour de force negli Usa, tra febbraio e marzo, dove alcune date sono già sold out, mentre per rivederlo nel Vecchio Continente bisognerà aspettare la primavera, con i concerti di maggio e giugno a Newcastle, Manchester, Glasgow, Leeds e Londra.

Non sono ancora annunciate date italiane, ma è probabile che tra qualche mese potremo vedere in azione anche da noi questo originale artista, che ha riportato la malinconia in classifica.


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