Gabriele Antonucci

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Pochi artisti come Glenn Miller hanno segnato così profondamente la storia del jazz e più in generale della musica del Novecento, sdoganando definitivamente e nobilitando un genere che, all’inizio del secolo, era considerato semplicemente musica da ballo .

La sua straordinaria eredità artistica è portata avanti dalla Glenn Miller Orchestra, fondata nel 1938 e attualmente in Italia per celebrare dal vivo il geniale musicista nello spettacolo “It’s Glenn Miller Time”, un vero e proprio tributo a un’epoca e ai protagonisti di quella musica che ha fatto innamorare il mondo, che farà tappa stasera all’ Auditorium Parco della Musica  di Roma, al Teatro Verdi di Firenze il 16, al Teatro Fraschini di Pavia il 17, al Teatro Comunale di Bolzano il 18, per concludersi al Palazzo dei Congressi di Lugano il 19 dicembre.

Miller è tragicamente scomparso con il suo aereo 72 anni fa, il 15 dicembre del 1944, sul Canale della Manica, mentre andava a portare la sua musica ai soldati dell’esercito alleato sul fronte francese.

L’ensemble di 17 elementi, capeggiato al pianoforte dal musicista, compositore e direttore d’orchestra Wil Salden e composto da eccellenti interpreti (4 trombe, 4 tromboni, 5 sassofoni e clarinetti, 1 batteria, 1 contrabbasso e 1 cantante) ripropone fedelmente il sound dell’epoca, eseguendo anche una lunga serie di omaggi ad altri importanti direttori d’orchestra e musicisti, sia uomini che donne, come Count Basie, Harry James e Ray Anthony.

Nella scaletta dello show trovano spazio i classici del genere quali Moonlight Serenade, Strike Up The Band, A String Of Pearls, Little Brown Jug, Pennsylvania 6-5000, In The Mood, I Got Rhythm, Sing Sing Sing e tanti altri. Non mancheranno infine alcuni standard della migliore tradizione natalizia.

La big band non è semplicemente la versione jazz di un’orchestra sinfonica, ma una vera e propria palestra nella quale generazioni di importanti musicisti sono cresciuti e si sono formati, oltre che un piccolo spaccato della società, fatta di relazioni tra giovani e adulti.

Glenn Miller e la sua musica lì rappresentano uno stile di vita, l'entusiasmo per tutto ciò che è vitale, spontaneo ma anche individuale  -sottolinea il direttore d’orchestra Wil Salden- L'atmosfera e l'attitudine a ogni nostro show è a dir poco fantastica, sempre. Dalla nostra prospettiva di musicisti, siamo affascinati ogni volta di più da come il pubblico reagisce alla musica e si lascia andare all'emozione”.

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