Giovanni Ferrari

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Sono passati tre anni dal suo "Senza paura" e di cose ne sono successe tante. Per Giorgia la pubblicazione del suo nuovo album "Oronero" è nient'altro che il racconto di quello che è ora. Delle sue scoperte, delle sue lacrime e del suo voler dire al mondo di quanto bene ci sia da vivere. Nonostante tutto e tutti. 

Nel disco - che va a consolidare la collaborazione tra la cantante e il produttore Michele Canova - la cantante ha affrontato diversi temi. Il primo di questi (che in realtà può essere visto come il fil rouge dell'intero album) è l'amore verso se stessi, verso la propria natura, espresso divinamente nella title-track: "Mi è piaciuto scegliere questa parola, Oronero, anche per il richiamo che si può fare verso il petrolio. È il simbolo di una risorsa che, se usata male, diventa veleno per noi e per la nostra collettività. Allo stesso modo si può considerare la risorsa della relazione interpersonale come qualcosa di sano ma che, se usata male (nel giudizio a tutti i costi), può diventare un veleno tanto quanto il petrolio". 

Così, nelle quindici tracce di "Oronero", si va ad approfondire questa tematica, che ha come punto di partenza e di ritorno l'amore. Prima di tutto nei confronti del proprio essere: "Sono stata molto diretta nella scrittura e ho cercato di raccontare meglio la mia visione lavorando sul suono", ha raccontato. "Mentre scrivevo, succedevano tante cose. Alcune positive altre meno. Io vivevo la mia vita quotidiana e intanto vivevo con la collettività questo tempo: ho fiducia che si possa sterzare". 


Da questo punto di vista, l'antidoto al male secondo Giorgia deriva da una certezza: "La risposta al malessere, alle difficoltà, potrebbe essere il ritorno a sé. Amarsi anche se non ci si piace. Dov'è il tempo per guardarsi dentro? È una parte importante per ognuno di noi, che va allenata", ha spiegato. E ancora: "Ogni piccola cosa che fa un individuo si ripercuote a livello generale". E in questo la scelta di alcuni autori del disco è emblematica: "Ho molta fiducia delle nuove generazioni. Ad esempio Tony Maiello ha scritto per me Credo, un pezzo bellissimo che non potevo non scegliere. Mi ha capita e, nonostante appartenga ad una generazione diversa dalla mia, condivide con me questa attitudine al bene", ha raccontato. 

Il disco - che esce questo venerdì, 28 ottobre, per Microphonica/Sony Music Italy - ha al suo interno una grande ricerca a livello di suono: "Canova è stato forte. Volevamo recuperare l'elettronica di "Dietro le apparenze". Eravamo entrambi d'accordo su questo. Poi la ricerca è continuata. L'arrangiamento di Come acrobati, ad esempio, pper me è fuori dai canoni. È bellissimo". 

Se si apre la "parentesi Sanremo", Giorgia è chiara: "Non ce la farei a gareggiare, ma se Carlo (Conti, ndr) mi invita come ospite, vado di corsa. Quel palco ha qualcosa di emotivamente magico".

Il 19 marzo inizierà da Mantova il tour di "Oronero" (tutte le date e le info qui) e Giorgia non vede l'ora di tornare tra la sua gente: "L'unica cosa difficile sarà fare la scaletta. Il pubblico dal vivo va accontentato e il mio è abbastanza eterogeneo. Ci dovrò mettere dentro di tutto". 

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