Musica

Giò Sada live a Milano: il trionfo (rock) dell'essenziale

Ieri sera al Serraglio l'ultima data del "Volando al contrario Tour". Un concerto che mette al centro la musica. E la bellezza di andare controcorrente

Giò Sada live

Giovanni Ferrari

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È terminata da pochi giorni la decima edizione di X Factor. Addetti ai lavori e fan sono ansiosi di aspettare i loro nuovi progetti. Ci si aspetta un disco, una tournée. Ci aspettiamo di vederli in televisione. Vogliamo che il loro prodotto sia pronto per noi. Altrimenti l'oblio arriva, e ci tocca aspettare il prossimo anno per applaudire nuovi idoli.

Ma diciamo la verità: questa dinamica (malata) del tutto-e-subito non fa bene a nessuno. È per questo motivo che il concerto di ieri sera al Serraglio di Giò Sada è una boccata d'aria in un ambiente dove si respira tanto (troppo) il gusto della plastica. Ci sono due vie. Presentarsi a un talent per diventare famosi oppure farlo con l'unico scopo di continuare a fare ciò che si è sempre fatto, magari allargando il proprio pubblico.

Questo Giò Sada lo sa bene e ha deciso - contro tanti - la via più difficile. Quella dell'essere genuino, sincero, di restare lo stesso e di continuare a lavorare con la sua band di sempre, i BariSmoothSquad. I fan dei talent e di chi - pur di restare a galla - si presta a compromessi (tra ospitate televisive contraddittorie e promozioni senza cuore) si chiederanno dov'è finito il vincitore di X Factor 9. Chi ama la musica, invece, ieri sera ha festeggiato alla grande. Ha brindato alla musica suonata. E ad una motivazione semplice ma essenziale.


Il live di ieri sera è stato l'ultimo del 2016 per Giò Sada e i BSS (a gennaio recupereranno alcune date). Il concerto è iniziato con Sto bene anche da solo, poi Una crepa, brano che Giò ha dedicato all'amico Cranio Randagio. Entrambi i pezzi appartengono all'ultimo album "Volando al contrario" (uscito per Sony Music lo scorso settembre), ma la scaletta vede anche una grande presenza di canzoni meno recenti, che appartengono al passato di Giò. È il momento, infatti, de Il mio sguardo su di te e How Easy is to Swim.

L'intero concerto è un'esplosione rock. Giò ha una vocalità davvero unica ed è impossibile stare fermi. In alcuni momenti, però, l'atmosfera si fa più intima, con momenti acustici davvero emozionanti. Un esempio di questo è You Should Have Called Me, suonata con Luca Rustici.

Per questa ultima data del tour non sono mancate sorprese. La più piacevole è l'arrivo di Joe Bastianich, che ha cantato (e suonato) con Giò Sada un omaggio a Johnny Cash, con Ring of Fire e Folsom prison blues. I due, infatti, sono stati i profagonisti di un viaggio targato Jack Daniel's alla scoperta dei suoni e dei sapori del Tennessee (il terzo appuntamento con il programma "Jack On Tour" è in onda domani, martedi 20 dicembre, alle 20.45 su Sky Arte). Il restaurant man (famoso per la sua ironia a Masterchef Italia) ha affermato: "In Tennessee avevo scoperto una parte dolce di Giò. Ora vedo una parte davvero rock!".


È il momento di Parole al vento, Volando al contrario ed Esistente. Giò è orgoglioso della musica che porta sul palco: non è il risultato di compromessi, ma di un semplice percorso di vita nella musica, condiviso con i suoi amici BSS. Lo si capisce quando canta il suo nuovo singolo Deserto. O quando - con una grinta davvero incredibile - si esibisce in Isola, Sogno lucido e nel suo inedito di X Factor, Il rimpianto di te ("Qui è dove tutto è iniziato!"). Il rock di Giò Sada contagia l'ambiente. C'è tempo per un'ultima scarica di adrenalina con Me and My Friends, Ciò che lascio ed Esser stati uomini. 

Quando si incontra la semplicità di chi preferisce il cammino all'apparire, c'è poco da fare. Basta aprire gli occhi e trattenere il più possibile. Per festeggiare l'anima bella di chi decide di esserci davvero.

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