Michela Vecchia

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Geoff Tate, un tempo cantante dei Queensryche, è una leggenda dell'hard & heavy. Lo abbiamo incontrato alla fine del suo show al Luppolo In Rock (Cremona) grazie alla sua disponibilità e a quella degli organizzatori dell'evento. Geoff con la sua band (composta da musicisti italiani) ha eseguito per intero il capolavoro dei Queensryche, Operation Mindcrime, un concept album (uscito nel maggio del 1988) che è storia del Progressive Metal. 

Com'è, dopo trent’anni, riproporre Operation Mindcrime, un disco da cui non si possono estrarre singoli brani, ma che deve essere suonato dall’inizio alla fine ?

Sono passati trent’anni dalla sua uscita e ne sono ancora molto orgoglioso. Lavorammo molto duramente allora, ma non ci saremmo aspettati quel successo, è diventato uno dei dischi più popolari. Ho iniziato il tour in gennaio con la mia band proprio per celebrare il suo anniversario. Compirò sessant’anni l’anno prossimo e non so per quanto ancora potrò cantare queste canzoni (ride, ndr) per cui sono felice di poterlo fare ora e di essere qui in Italia, con una fan-base solida e leale.  

Sei consapevole del fatto che tu e i Queensryche avete dato vita a un genere musicale e che molte band sono nate grazie a voi? Dream Theater e Fates Warning, solo per citarne alcune…

Abbiamo influenzato molta gente, sì è vero, ma a nostra volta siamo stati influenzati da tanti artisti, è la natura stessa della musica, la reciprocità, ascoltare cose diverse e creare.

Sei nativo di Seattle, la capitale del grunge. Negli anni Novanta si diceva che il grunge avesse ucciso l’heavy metal, ma oggi il grunge è praticamente sparito, mentre il metal continua a vivere… Sei d’accordo?

Certamente! (ride, ndr) L’heavy metal continua a essere presente, forse non più popolare come prima, è più a livello underground, ma non è mai mai morto! Musicisti come me possono attraversare sessanta paesi diversi e trovare un’audience attenta e pronta ad accoglierli. È un genere trasversale…

In sottofondo partono le note potenti dei Primal Fear: sarebbe difficile continuare la conversazione e Geoff Tate non si è ancora cambiato dopo lo show, per cui lo salutiamo, non mancando di consigliare una visita alla splendida città dei violini…

Ma facciamo un passo indietro... 

Il 13, 14 e 15 Luglio Cremona ha ospitato un festival all’insegna dell’heavy metal. Non è una città dove non si tengano concerti rock, anzi, ma mancavano ormai da anni festival di puro metallo. Ci è voluta la tenacia di un promoter locale, Massimo Pacifico, per riportare questo genere nella città di Stradivari. E così, quasi dal nulla, grazie al supporto di numerosi amici e collaboratori e degli sponsor che hanno creduto nel progetto, è nato Luppolo in Rock (www.luppoloinrock.it), una tre giorni musicale nella cornice delle Colonie Padane, recentemente ristrutturate. Organizzata in modo efficace la manifestazione si è svolta in due aree separate, una per la ristorazione (con ingresso gratuito) ed aperta a tutti, e una per i concerti con ingresso a pagamento. 

David Reece (ex Accept) ha aperto la rassegna il venerdì, anticipato dai veronesi Overdose, dai cremonesi Suicide Solution e da Giacomo Voli con la sua band, voce dei Rhapsody Of Fire e finalista a The Voice of Italy nel 2014. Sabato il clou del festival, Geoff Tate (ex voce dei Queensryche) e i teutonici Primal Fear, con un grande batterista di casa nostra, Francesco Jovino. Il tutto preceduto da una serie di band italiane: Di’Aul, Skymall Solution, From The Depth e Avelion. La domenica a chiudere le danze i danesi D.A.D., in grandissima forma, preceduti da una vera rivelazione, gli svedesi Lipz prodotti da un’etichetta italianissima, la Street Symphonies Records e dagli Headless con Göran Edman alla voce (ex Malmsteen). Anche per la domenica altre band italiane sul palco, i Master-Prova e il chitarrista "misterioso" Marco Angelo.

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