Tony Bennett e Lady Gaga: che cos'hanno in comune?

Tutti i retroscena dell'album Cheek to cheek in uscita il 23 settembre

Tony Bennett e Lady Gaga: Perugia, 15 luglio – Credits: Getty Images

Gabriele Antonucci

-

Che cosa hanno in comune l’elegante crooner Tony Bennett e la trasgressiva diva del pop Lady Gaga? Apparentemente nulla, a giudicare dallo scarto generazionale con ben sessant’anni di differenza (88 primavere per Bennett, 28 per Lady Germanotta), dal look e dallo stile musicale agli antipodi. In realtà la comune passione per il jazz è il collante tra le due star, che hanno unito le loro forze nell’album Cheek to cheek, da oggi preordinabile su internet in tutta Europa, mentre per l’uscita nei negozi bisognerà aspettare il 23 settembre. “C’è una  musica che dura per sempre e una  musica contemporanea che si dimentica dopo una dozzina di settimane. Frank Sinatra, Nat King Cole, Count Basie e Louis Armstrong sono ancora famosi, la musica di oggi, invece, suona già vecchia”, ha dichiarato Anthony Dominick Benedetto, il ero nome di Tony Bennett che rivela le sue origini calabresi.

Una frase condivisa da Lady Gaga che, dopo il mezzo passo falso dell’album Artpop (da alcuni malignamente ribattezzato Art Flop), ha deciso di abbandonare temporaneamente i suoi brani pop-dance e di dedicarsi al grande repertorio dell’American Songbook che ha fatto la fortuna di Frank Sinatra. Anticipato dall’eccellente singolo Anything goes, una delle numerose gemme scritte da Cole Porter, l’album Cheek to cheek comprenderà altri evergreen come It Don’t Mean A Thing (If It Ain’t Got That Swing), Sophisticated Lady, Lush Life e la title track Cheek To Cheek.

Il connubio tra i due artisti è stato già sperimentato positivamente nel 2011 in Duets II, vincitore di due meritati Grammy Awards, album di duetti che è passato  tristemente alla storia perché contiene l’ultima incisione di Amy Winehouse, la magnifica Body and soul, che aumenta il  rimpianto  per la scomparsa di uno dei maggiori talenti vocali degli ultimi trent’anni. Amy era amatissima da Lady Gaga che, in un recente tweet, ha scritto: "Riposa in pace Amy Winehouse, ti penseremo sempre, immaginandoti cantare il blues in paradiso, in un posto felice. Ti ho sempre amata e ti amo ancora".

Chissà che questo album di classici jazz e swing non possa essere una sorta di passaggio di consegne tra le due artiste, anche se la voce della Winehouse, per calore e per timbro, resta inimitabile. I singoli Just Dance, Poker Face, Lovegame, Paparazzi, Bad Romance e Telephone sono tutti diventati dei tormentoni, ma non rendevano giustizia alle doti di cantante e di pianista della Germanotta, che ha un background  di tutto rispetto.

Le trasgressioni a cui ci aveva abituato, se da un lato sono stati utili per crearsi un personaggio e per spiccare nello show business, dall’altro hanno stancato perfino alcuni suoi fan della prima ora. Ciò che resta, nella storia della musica, sono le canzoni, mentre alcune trovate shock di Lady Gaga, dopo lo stupore dei primi tempi, ormai fanno sbadigliare, per la loro prevedibilità, perfino gli ergastolani.

Per questo l’album Cheek to cheek sarà più importante per Stefani Germanotta che non per Tony Bennett il quale, dopo 64 anni di carriera, 50 milioni di dischi venduti e 17 Grammy Award, non ha più nulla da dimostrare. Bennett  è fortemente convinto della qualità della sua partner musicale: “Lady Gaga, è la mia preferita, è una ragazza di notevole talento, ha una grande voce, sarà anche più grande di Elvis Presley”. Dopo quest’ultima affermazione, pare si siano avvertite scosse telluriche e urla spettrali a Graceland, dove tutt’ora riposa Elvis.

© Riproduzione Riservata

Commenti