Ha reso il volo de La donna cannone una traiettoria ricca di poesia e di emozioni, ha raccontato con eleganza la follia della guerra in Generale, ha fatto mettere il Rimmel a una dea come Venere, ha fatto cavalcare Bufalo Bill nel far west italiano, ha insegnato ai calciatori in erba che un campione non si giudica da un calcio di rigore sbagliato. La sua inconfondibile voce nasale, dalle vocali larghe, è stata imitata da ogni adolescente che si avvicinava allo studio della chitarra.

Stiamo parlando naturalmente di Francesco De Gregori, che per Marco Pannella, il leader radicale scomparso ieri all’età di 86 anni, nutriva un grande affetto e una grande ammirazione. A lui ha dedicato l’intensa Il Signor Hood (a M., con autonomia),una delle tante perle contenute nel capolavoro Rimmel del 1975.

Lo ha ricordato ieri il cantautore romano alla libreria Ambasciatori di Bologna nel corso della presentazione del suo libro A passo d’uomo: “Quella dedica era veramente criptica -ha sottolineato- e quando il disco uscì la gente commentava 'ma che è…'. Qualche riferimento più comprensibile c’è, nella strofa 'sulla strada di Pescara'. Certo, se all’epoca non avessi incontrato Pannella la canzone non sarebbe venuta fuori, nulla nasce da nulla».

Nel settembre 2001 De Gregori, intervistato da Corradino Mineo, dichiarò che Marco Pannella era “una delle persone che amava di più”, pur affermando di non votare per i Radicali.

Oggi acquistano una nuova luce gli splendidi versi scritti dal cantautore ne Il Signor Hood per il leader radicale, che suonano come un poetico epitaffio: “Il signor Hood era un galantuomo sempre ispirato dal sole/ con due pistole caricate a salve ed un canestro di parole/E adesso anche quando piove lo vedi sempre con le spalle al sole/ con un canestro di parole nuove calpestare nuove aiuole”.

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