Musica

Fiorella Mannoia: due album imperdibili con Panorama

In edicola dal 28 aprile un triplo cd con 48 successi. ll 5 maggio esce "Fiorella" il disco con i leggendari duetti

Fiorella Mannoia in concerto al Teatro Metropolitan di Catania

Micol De Pas

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Con i suoi capelli rossi e quegli occhi azzurri in cui è facile sprofondare, Fiorella Mannoia parla di sè, nella sua casa romana, non prima però di salutare il suo gabbiano semi-domestico che - puntuale - fa capolino sul davanzale per fare scorta di pane.

Lo scorso anno, per festeggiare il suo sessantesimo compleanno, ha pensato di produrre un disco che raccontasse le sua carriera, attraverso una raccolta di duetti con gli artisti che hanno segnato le tappe fondamentali della sua vita professionale (ad esempio, Ivano Fossati, Franco Battiato, Cesare Cremonini, Adriano Celentano, Ligabue...). Si intitola Fiorella e arriva in edicola il 5 maggio con Panorama, preceduto da un Best of inedito con 48 grandi successi (tra gli altri, Il cielo d'Irlanda, Quello che le donne non dicono, Sally; dal 28 aprile a 12,90 euro, rivista esclusa).

Un viaggio cronologico, da lei ironicamente definito "Dal pleistocene all'era moderna", con brani di cui aveva persino perso la memoria, magari mai più eseguiti, come Il bimbo sul leone di Celentano, con cui esordì al festival di Castrocaro nel 1968 (di cui ha ritrovato un filmino in Super8 fatto da uno zio, ma senza audio: "siamo quasi al cinema muto!", commenta lei ridendo).

Un viaggio, prima di tutto, segnato dalla musica che ha fatto la storia. Dal brano Come si cambia, che ha spinto Mannoia a seguire la sua voce, capace di emozionare il pubblico se abbinata a un testo che tocca le corde dei sentimenti umani, per poi incontrare tutti i grandi della canzone italiana. Il primo fu Enrico Ruggeri con Quello che le donne non dicono, un testo simbolo per il pubblico di Fiorella Mannoia e poi l'incontro con Ivano Fossati, "Il compagno di viaggio per tutta la carriera, fino ad oggi" e anche primo destinatario del primo testo scritto dalla Mannoia stessa ("Non avevo mai osato farlo, finché non sono entrata in contatto con musicisti africani, pieni di storie da raccontare" spiega la cantante), o quello con Francesco De Gregori, per lei "un istrice dal cuore grande, ma auguri a chi cerca di raggiungerlo, quel cuore".

Fino agli ncontri con i grandi musicisti del Brasile, dalla mitica Que Sara di Chico Bouarque, per lei il Bob Dylan del Brasile, a Il culo del mondo di Caetano Veloso e a un omaggio speciale a Lucio Dalla dopo la sua scomparsa. Autore di canzoni "da consumare, fatte per andare, per farle cantare da tutti", almeno secondo Fiorella Mannoia, che avrebbe desiderato essere l'autrice del brano Anna e Marco, Lucio le resta nel cuore. Insieme a una storia tutta da (ri)ascoltare.

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