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Fidelio, il trionfo di Barenboim: 12 minuti di applausi

La Prima della Scala incorona il Maestro che lascia la direzione del teatro milanese. Scontri tra polizia e centri sociali nel pomeriggio

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Gianni Poglio

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Alle 18,02 Daniel Barenboim prende possesso del podio tra gli applausi scroscianti della Scala. Nel palco reale, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il Presidente della Regione Roberto Maroni.

Dopo l'inno di Mameli, la Prima più importante del mondo inizia. Con l'Ouverture: potente, emotiva, travolgente.

L'apparizione di Marzelline e Jaquino svela da subito quanto sia stata netta la scelta, discutibile, di puntare su un allestimento fortemente contemporaneo (jeans, t-shirt, felpe, la prigione come una fabbrica dismessa e un bacio saffico).

Il Fidelio che apre la stagione della Scala è una straordinaria storia d'amore, un inno alla giustizia e alla libertà, che però non è minimamente ambientato nel suo tempo, ovvero nel Diciasettesimo secolo.

Tra le quattro ouverture scritte da Ludwig van Beethoven, Barenboim sceglie la meno conosciuta e la meno eseguita. Quella nota come Leonora 2, della primissima versione dell'opera. Straordinaria. 

Tecnicamente, Fidelio è un Singspiel, una forma d'arte popolare che tiene insieme parole e canto. Un'opera da sempre considerata molto complessa da mettere in scena. Su Twitter, durante il Primo Atto, impazzano ironie e sarcasmo nei confronti dei costumi e della coreografia.

Anja Kampe, il soprano che interpreta Leonore, eroina per amore di Florestan, ingiustamente incarcerato da Pizarro, raccoglie il primo vero applauso della serata. Praticamente perfetti anche il cattivo Pizarro, Falk Struckmann e Rocco, interpretato da Kwangchul Youn.

Con il coro dei carcerati e Leonore disperata al centro della scena si chiude il primo atto. Tanti e convinti gli applausi. La forza della musica, l'esecuzione dell'orchestra, l'interpretazione dei cantanti e l'impeccabile direzione di Barenboim sembrano avere la meglio su qualsiasi disappunto per le scelte coreografiche della regia (a cura di Deborah Warner).

L'aria di Florestan, uno dei momenti più intensi dell'opera, apre il secondo atto. Il Singspiel  di Beethoven si dipana fino alla discesa di Leonore negli inferi dei sotterranei della prigione dove si trova Florestan. Che torna libero. Commedia, tragedia, storia d'amore e storia civile: questo è Fidelio

Una versione sinfonica e potente quella di questa sera, che si chiude trionfalmente con un diluvio di applausi per tutti. Per l'orchestra, i cantanti (Anja Kampe, Peter Mattei, Klaus Florian, Falk Struckmann) ma soprattutto per lui, Daniel Barenboim, in uscita dalla Scala, ma non dalla storia della musica.

Nota dolente: nel pomeriggio, intorno alle 17, pesanti scontri in via Santa Margherita tra forze dell'ordine e centri sociali che hanno cercato di sfondare il cordone di agenti. Diversi i contusi.



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