Fedez: 'Sig.Brainwash - L'arte di accontentare', l'intervista

A soli 23 anni è uno dei talenti più affermati del rap in Italia. Ma non è solo una questione di click su Youtube. C'è un pubblico in crescita, un progetto solido come questo secondo album ufficiale e tanto, tanto carattere

Alessandro Alicandri

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Qualche settimana fa guardavamo sul canale Youtube di Fedez il videoclip di «Si scrive schiavitù si legge libertà». Al primo ascolto ci emoziona. Il videoclip (in quel momento) aveva appena superato il milione e mezzo di visualizzazioni. Non dovevamo essere gli unici a esserne conquistati, evidentemente. Oggi supera due milioni e mezzo di click. Questi sono numeri da big della musica italiana.

Qualche settimana dopo, alla vigilia del secondo album ufficiale "Sig.Brainwash - L'arte di accontentare", il primo sotto Sony Epic Italia e Best Sound (e non sotto l'etichetta "Tanta Roba" di Gué Pequeno, come è scritto ancora oggi anche su Wikipedia, un tema su cui si è molto dibattuto tra i fan in questi giorni), lo scopriamo insieme a Francesca Michielin (vincitrice di X Factor 5) nel nuovo singolo "Cigno Nero". C'è grande energia e talento.

Il video del duetto (e quarto singolo ufficiale) è stato diffuso il 4 marzo 2013 ed è già sopra gli 800 mila ascolti. Quando le dimensioni del successo sul web sono così grandi, non è un caso e non è solo questione di numeri, ma di pubblico reale. Di un legame che la fascia d'età 13/24 ha con un artista che solo i media generalisti e trasversali hanno ancora bisogno di conoscere come si dovrebbe. Proprio per questo, l'abbiamo intervistato.

Sulle community alcuni si chiedono, e noi ci accodiamo, chi sia davvero Fedez.
"Sono un ragazzo che a 14 anni era iscritto al Liceo Artistico Boccioni di Milano. Non ero male a disegnare, ma attorno a me avevo dei mostri di bravura, mi sono specializzato in beni culturali e i risultati erano buoni, mi ha un po' fregato la condotta. Al terzo anno mi sono appassionato al rap e mi sono buttato nel freestyle facendo, di fatto, le mie prime grosse figure di merda".

Poi cosa è successo?
"Abbiamo ridato vita alla Compagnia del Muretto, da lì sono usciti in tanti, tra cui anche Emis Killa. La compagnia nei weekend superava le mille persone, vere, non è uno scherzo. E da lì è nato tutto quello che sta succedendo oggi, grazie anche al web".

E Youtube, soprattutto. Emis Killa ha sostenuto che molto probabilmente ce l'avrebbe fatta anche senza quei video.
"Non credo, almeno non per me. In un contesto musicale che non ti dà alcuna opportunità e in cui non sai dove sbattere la testa di certo non potevo aspettare di stare parcheggiato dentro una major cercando che qualcuno mi tirasse fuori dall'anonimato".

Come hai raggiunto questi numeri?
"Formando il mio pubblico con il tempo. Pochi giorni fa, nel mio primo in store il giorno prima dell'uscita di 'Mr.Brainwash' abbiamo venduto 700 copie in un solo negozio. Non ci sono segreti spiccioli, solo un mazzo tanto".

Quali obiettivi ti sei prefissato?
"Spero solo che il disco continui a andare bene. Rimango con i piedi per terra non per modestia ma per necessità. Non mi stimo meno di quello che sono, ma la discografia è un mondo in cui oggi sei primo e domani non sei nessuno".

Molti fan scrivono di te che la tua tecnica nel rap sia superiore alla media per quelli della tua età.
"È assolutamente falso, da molto tempo ho abbandonato la cura della tecnica per favorire la comunicazione, per rendere i miei testi più comprensibili e spero anche meno banali. Ci sono arrivato da solo, con il tempo, con un processo di crescita naturale".

"Mr.Brainwash" è pieno di collaborazioni e quella con la Francesca Michielin in "Cigno Nero" è piuttosto interessante.
Quando ho ascoltato in radio "Distratto", la canzone con cui è uscita dal talent show X Factor, mi sono innamorato del pezzo e dell'efficacia che quel brano aveva a livello radiofonico. Noi ci aspettavamo una ragazza giovanissima e alle prime armi e abbiamo scoperto che conosceva qualsiasi cosa del direttore artistico del mio album, Fausto Cogliati, e che ha una grande cultura musicale. Ed è arrivata al nostro incontro con le sue parti già pronte. Mi ha sorpreso".  

E poi c'è Elio. Non è solito fare collaborazioni.
L'ho sentito al telefono. L'abbiamo contattato a cavallo tra X Factor e Sanremo, quindi in un momento in cui era decisamente occupato. Gli ho chiesto di partecipare a un mio pezzo e ha accolto l'idea con entusiasmo. Mi ha fatto davvero piacere.

Nel videoclip di «Si scrive schiavitù si legge libertà» ci sono dei baci gay. Il rap ci ha abituati a una certa quota di bullismo verso la comunità omosessuale.
"A me stupisce chi l'ha visto, quel bacio, e ne è rimasto stupito. Siamo in un periodo storico in cui possiamo anche aprire la mente, tutti. Allo stesso modo credo che sia altrettanto possibile, nel rap, scherzare su questi temi. Il rap è come la vita, è lo specchio della quotidianità e presenta vari aspetti, anche quello del bullismo. In quei baci non c'è volontà di provocazione né di clamore. Quella che vedete è la normalità".

Qualche giorno fa hai postato su Instagram una foto con Eros Ramazzotti. Come mai vi siete incontrati?
"È venuto nello stesso studio dove ho lavorato anche io, c'è ancora di mezzo lo zampino di Fausto Cogliati, con cui Eros ha lavorato alla stragrande maggioranza dei suoi pezzi. La figlia è una mia grande fan e così ho incontrato sia lei che lui. Eros ha ascoltato alcuni dei brani nuovi e mi dato la sua approvazione".

Cosa troveremo dentro "Sig.Brainwash"?
"Alcune istantanee della mia vita attuale, dove continuo a fare quello che faccio da sempre, soddisfare la mia voglia di scrivere. Racconto una vita che oggi gira tutta attorno alla musica, anche fuori dallo studio di registrazione. Per me, ora, non c'è nient'altro".

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