Fedez
Musica

Fedez e Expo: ecco quello che penso

Il rapper ha spiegato le sue ragioni in un'intervista al "Corriere della Sera"

Dopo l'assurda devastazione di Milano da parte della frangia estrema del movimento No Expo, Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, è finito sulla graticola.  Da più parti gli è stato contestato un forse improvvido tweet postato il giorno precedente agli scontri, poi rimosso, nel quale aveva scritto “Sono con voi” accanto a una foto di due giovani manifestanti saliti sull'Expo Gate con striscioni e fumogeni.

Il rapper è tornato poco dopo sull’argomento, sempre via Twitter: “I danni dei No Expo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e le speculazioni economiche di EXPO.Indignati a giorni alterni!", pubblicando poi una lista degli edifici colpiti dai manifestanti.

Sappiamo tutti quello che è successo il Primo Maggio, con una vera e propria guerriglia scatenata per la vie del centro dai black bloc.

Addossare, però, la colpa di quegli atti criminali a due cinguettii di un rapper pur popolare e in vista come Fedez, appare comunque un’esagerazione.

La storia dell’hip hop è ricca di brani molto più duri di quelli di Fedez, si pensi a Fuck the police dei N.W.A., uno dei vertici del capolavoro Straight outta Compton del 1989, che ha scatenato messe al bando, censure e perfino interrogazioni parlamentari negli Usa, tanto che l’F.B.I. ne aveva impedito l’esecuzione dal vivo. L’ascolto di quel brano, però, non comporta automaticamente l’assalto alle volanti della polizia, a meno che uno non sia uno squilibrato.

Il rap, poi, gioca spesso sul filo dell’iperbole e del paradosso, per cui l’interpretazione letterale di alcuni brani, al di fuori di un certo contesto e senza conoscerne gli stilemi fondamentali, risulta perfino fuorviante.

In Kim, uno dei brani più famosi di Eminem, il rapper di Detroit racconta in prima persona la sua vendetta nei confronti della ex moglie, Kim appunto, accusata di averlo tradito e di usare sua figlia contro di lui, fino ad ucciderla. Ora, tutto ciò naturalmente non è mai avvenuto, e i rapporti tra Eminem e Kim sono perfino migliorati con il tempo.

Tornando all’attualità, Fedez ha spiegato oggi il suo pensiero sui fatti dell’Expo in una lunga intervista al Corriere della Sera. “Sono al centro di una disinformazione totale- ha spiegato il giudice di X Factor- sono diventato uno dei capri espiatori dello scempio del primo maggio, da cui ovviamente mi dissocio. Ma non mi dissocio dalle motivazioni che hanno spinto i manifestanti civili a scendere in piazza a protestare contro quella che è stata la gestione dell’Expo».

Fedez ha difeso il suo contestato tweet del 30 aprile: “Uno striscione è un atto di protesta e non vandalismo. Da lì si è passati a Fedez che fa endorsement ai Black bloc e ai No global. Si vogliono accomunare due manifestazione totalmente diverse: il corteo dei No Expo è stato civile. Non devo giustificare le mie parole perché sono state più che chiare».

Inevitabile una domanda sul video ormai virale del giovane black bloc che, con una logica assai poco kantiana, affermava davanti alle telecamere di Tgcom24 che era giusto “spaccare tutto perchè è una protesta, c’era bordello”.“Cosa devo pensare? Che è un cretino e che non parla per tutti”, chiosa Fedez.

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