Fabri Fibra escluso dal concerto del 1° maggio: "Sessista e omofobo"

L'associazione Donne in rete contro la violenza convince i sindacati ad estromettere il rapper dal palco di piazza San Giovanni. Lui si difende: "Non odio le donne"

Fabri-Fibra

Fabri Fibra è nato a Senigallia il 17 ottobre del 1976 e ha pubblicato otto album da solista. – Credits: ANSA

Matteo Politanò

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Nubi sul primo maggio, nubi di censura. L'atteso concerto romano per la festa dei lavoratori non vedrà sul palco Fabri Fibra, inizialmente invitato per l'edizione 2013 e poi scartato per le forti accuse sui suoi testi da parte del Di.Re, associazione contro la violenza sulle donne. E' stato lo stesso artista ad approfondire l'argomento sulla sua pagina di Facebook scatenando un polverone tra fans e addetti ai lavori. Un botta e risposta che non accenna a fermarsi.

"Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: nemmeno quest'anno sarò su quel palco. Mi sembrava strano. In effetti, l'invito entusiasta da parte di Marco Godano mi aveva sorpreso, era una bella novità. Invece poi non sono gli organizzatori che decidono chi suona in piazza. Nei miei testi forse non tutti ci leggono l'impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest'estate e quest'autunno."

All'origine dell'esclusione di Fabri Fibra ci sono i "messaggi  omofobi, sessisti e misogini" che sarebbero all'interno di alcuni suoi brani come “Su le mani” del 2006 e “Venerdì 17″ del 2004. Una denuncia forte portata avanti dal Di.Re, l'associazione Donne in rete contro la violenza, che ha convinto i sindacati confederali ad escludere il rapper di Senigallia. “Il Primo Maggio è una festa, un evento di grande risonanza e troviamo ingiusto e diseducativo per i tantissimi giovani che vi partecipano invitare un cantante che scrive testi carichi di stereotipi contro la donna, humus da cui si genera la violenza” il comunicato del Di.Re. L'organizzatore del concerto del primo maggio, Marco Godano, ha replicato sull'Huffington Post: "La Di.Re. ha preso posizione contro Fabri Fibra per i testi di due canzoni vecchie ed è nata una polemica nella quale abbiamo cercato di capire la posizione di Fabri Fibra. Abbiamo chiesto e lui ha spiegato la sua posizione. Per me era finita così. Invece vedo che le cose sono andate avanti e, allo stato attuale, io non posso rifiutare una scelta esplicita dei sindacati. Difendo però pienamente la scelta artistica di portare Fibra al Primo Maggio, che giudico ancora perfetta e adatta al concerto. Ribadisco tutta la mia stima a lui".

Tanta la delusione per i fans del cantante marchigiano e anche per lo stesso Fibra che sempre sull'Huffington Post aveva replicato all'esclusione con un lungo messaggio che tentava di essere un'arringa difensiva ai suoi concetti e al suo modo di intendere le provocazioni:

"Forse non dovrei dare mai per scontato che certi meccanismi del rap, e in generale della musica o ancora più in grande, dell’arte siano noti a tutti. Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio. Dove c’è il silenzio, le rime arrivano a descrivere mondi spesso mai raccontati. Dover spiegare certe rime come se fossero consce dichiarazioni virgolettate è strano e le deforma, ma le canzoni non sono la realtà. Tutt’altro. Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo. Se adesso si sente dire che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che si debba essere ancora più chiari e senza fraintendimenti. Basta ascoltare i miei testi più recenti. Non sono mai stato un violento in assoluto. Non essendoci una conoscenza approfondita del rap in Italia, sembra sempre che ciò che canti, lo pensi davvero… Non è così. Oggi la violenza domestica e in generale la violenza sulle donne, sia verbale che fisica, ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere. Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…”.

Il parallelo con i film di Tarantino, la spiegazione di come i suoi testi non siano un modo per sottovalutare il problema della violenza sulle donne. Rime che non vanno prese come virgolettati bensì come riflettori, una teoria che non ha però convinto il Di.Re, letteralmente sconvolto dai testi delle canzoni sotto accusa. In particolare nel mirino c'è "Su le mani", brano che lascia poco spazio alle giustificazioni ponderate: "Ho 28 anni ragazze contattatemi scopatemi e se resta un po' di tempo presentatevi, non conservatevi, datela a tutti anche ai cani, se non me la dai io te la strappo come Pacciani". Testo ancor più difficile da riportare anche quello di "venerdì 17", i più curiosi possono però cercarlo sul web. Nel dubbio, tra chi dice che la censura è antidemocratica per una festa di libertà e chi è contento della scelta, non resta che prendere d'esempio il nuovo singolo di Elio "Complesso del primo maggio". Una critica ironica agli stereotipi di un palco che resta uno degli eventi musicali più attesi dell'anno in Italia.

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