Musica

Extreme: trionfo a Milano - La recensione

La band di Gary Cherone e Nuno Bettencourt ha celebrato i 25 anni di "Pornograffiti"

Gary Chenone e Nuno Bettencourt degli Extreme

Gabriele Antonucci

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Torniamo per un attimo indietro con la memoria a 25 anni fa. Le truppe irachene guidate da Saddam Hussein hanno invaso il Kuwait, dando il via alla Guerra del Golfo. La Germania Est e la Germania Ovest sono diventate un unico Stato, iniziando la marcia che lo trasformerà nel traino economico-politico dell'Europa. La nazionale tedesca ha vinto i campionati del mondo di calcio ospitati in Italia, che si era rispecchiata nella grinta e nello sguardo spiritato di Totò Schillaci. Giulio Andreotti è alla guida del suo sesto governo, prima che la tempesta di Mani Pulite spazzasse via la Prima Repubblica.

Sempre nel 1990 un gruppo di quattro giovani musicisti di Boston, gli Extreme, pubblica il secondo disco, dal singolare titolo Pornograffiti. Un album importante, che forse non è entrato nella Storia con la s maiuscola come The dark side of the moon dei Pink Floyd o Abbey road dei Beatles, ma che è entrato nelle storie di molti di noi, soprattutto di quelli che allora erano adolescenti o poco più.

Gli Extreme, guidati dal carismatico frontman Gary Cherone e dal virtuosismo chitarristico di Nuno Bettencourt, si sono messi subito in luce per l'originale commistione di hard rock e funky, due generi apparentemente agli antipodi, molti anni prima che il crossover diventasse la costante della musica mainstream.

Una delicata ballad, la romantica More than words, un piccolo miracolo di bellezza e di semplicità, è diventata in poco tempo una hit mondiale, lanciando gli Extreme nell'olimpo del rock degli anni Novanta.

Torniamo ora ai giorni nostri. Milano, 8 giugno, clima afoso, Alcatraz di via Valtellina. Fin dal tardo pomeriggio alcune centinaia di persone si sono radunate pazientemente in fila davanti al locale, per nulla scoraggiate dalla pioggia che ieri ha colpito il capoluogo lombardo, per un appuntamento sentimentale, prima ancora che musicale. Sì, perchè le canzoni di Pornograffiti sono entrate nel cuore di tanti fan senza mai uscirne, rimanendo negli anni in un posto speciale. Una vera e propria festa, più che un'esibizione, per celebrare insieme al loro affezionato pubblico i 25 anni del loro album-capolavoro, le cui sonorità non risultano oggi affatto datate.

Alle 21.20 le inconfondibili note di pianoforte dell'introduzione di Decadence Dance hanno dato il via alla serata, con una scarica di adrenalina che ha attraversato le pareti dell'Alcatraz. Ciò che colpisce immediatamente è l'aspetto ancora giovanile e asciutto dei due leader Gary Cherone e Nuno Bettencourt, che incitano il pubblico a cantare con loro, ottenendo una risposta a dir poco entusiasta.

Non sono molti i concerti internazionali, a cui abbiamo assistito in Italia, dove gli spettatori cantano a squarciagola tutte le canzoni, dalla prima all'ultima strofa, segno evidente di quanto quei brani siano stati ascoltati decine, se non centinaia di volte.

Gli Extreme hanno riproposto per intero Pornograffiti, suonando canzoni che da anni non entravano più nelle setlist dei loro concerti.

Dopo una prima parte tiratissima, con il tris funky-rock di Li'l Jack Horny, When I'm President e Get the Funk Out, scandite dalla solida ritmica del nuovo batterista portoghese Kevin Figueiredo, le luci si sono abbassate e Gary e Nuno si sono seduti vicini per cantare More than words. In realtà la canzone è stata cantata collettivamente dal pubblico milanese(tra cui spiccavano numerosi stranieri), regalando emozioni che sono anche difficili da descrivere a chi non si trovava là.

Si ritorna a premere sull'acceleratore nelle scatenate Money (In God We Trust),It ('s a Monster) e Pornograffiti, dove Nuno dimostra con la sua incredibile perizia tecnica, con continui cambi di ritmo e con insoliti tempi dispari tipicamente latini, perchè è considerato uno dei migliori chitarristi degli ultimi 25 anni e non "solo" il chitarrista che accompagna Rihanna nei suoi concerti.

Si ritorna ad atmosfere più intime con la ballad dal sapore jazz When I First Kissed You, che rivela l'eclettismo del frontman Gary Cherone, convincente sia quando si tratta di trascinare la platea con gli inni rock che nelle sognanti ballad.

La splendida Hole hearted, suonata da Bettencourt con una chitarra a dodici corde, chiude in modo trionfale la prima parte del concerto, culminata nel gustoso omaggio ai Queen con Crazy Little Thing Called Love.

Il tempo di una breve e meritata pausa, nella quale i fan incitano a gran voce il ritorno della band, ed ecco Nuno e Kevin dare vita a una jam session, con un tributo ai Led Zeppelin, che introduce Play with me, scritta dal chitarrista a soli 16 anni.

Grande entusiasmo suscita Rest in Peace, uno dei singoli di maggiore impatto dell'eccellente III Sides to Every Story del 1992. Chissà che gli Extreme, sull'onda del successo del venticinquennale di Pornograffiti, non ripetano la stessa formula vincente nel 2017 con un tour dedicato a III Sides to Every Story, che alcuni fan ritengono perfino superiore al precedente.

Il gruppo di Boston, però, non punta solo sull'effetto-nostalgia, infiammando l'Alcatraz con la più recente Take Us Alive, dove Gary Cherone, in piena trance da concerto, sale su una cassa e la cavalca a mo' di fantino.

Midnight Express, Am I Ever Gonna Change e Cupid's Dead chiudono alla grande un concerto memorabile, caratterizzato da un continuo scambio di energia tra il palco e la platea.

Peccato solo per alcuni problemi di acustica all'inzio dello show, con i bassi male equalizzati e la chitarra che risultava un po' coperta dagli altri due strumenti. Problemi poi risolti, nel giro di alcuni minuti, dai tecnici del suono dell'Alcatraz.

Emblematico, della magia che si è creata ieri sera Milano il ringraziamento di Nuno Bettencourt: "Erano tanti anni che non ci esibivamo in Italia e non sapevamo che cosa aspettarci. Il calore e l' affetto che avete dimostrato stasera ci ha profondamente colpiti. Non vi dimenticheremo, siete un pubblico fottutamente fantastico".

Un aggettivo colorito, che si presta perfettamente a descrivere l'indimenticabile concerto di ieri sera degli Extreme.

La scaletta del concerto

Decadence dance

Li'l Jack Horny

When I'm President

Get the Funk Out,

More Than Words 

Money (In God We Trust)

It ('s a Monster)

Pornograffitti

When I First Kissed You

Suzi (Wants Her All Day What?)

Flight of the Wounded Bumblebee / He-Man Woman Hater

Song for Love

Hole Hearted / Crazy Little Thing Called Love

Encore:

Play with Me
(instrumental jam at the beginning)

Rest in Peace

Kid Ego

Take Us Alive
(w/"That's All Right" snippet)

Midnight Express

Am I Ever Gonna Change

Cupid's Dead

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